I prezzi dell’argento hanno ritrovato un forte slancio rialzista, avvicinandosi ai massimi pluriennali mentre gli investitori tornano verso gli asset rifugio a causa delle rinnovate tensioni geopolitiche. Il metallo prezioso è recentemente salito di oltre il 3%, attestandosi intorno a 58,92 dollari per oncia, invertendo un precedente ritracciamento e riportandosi a poca distanza dal livello psicologico chiave di 60 dollari.
L’ultimo rally è stato alimentato dall’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, mentre anche gli investitori si stanno preparando a nuovi dati sull’inflazione statunitense e ai commenti dei funzionari della Federal Reserve. Nel complesso, questi sviluppi potrebbero determinare se l’argento continuerà la sua corsa o si prenderà una pausa dopo una delle sue fasi di crescita più forti delle ultime settimane.
Le tensioni geopolitiche spingono l’argento di nuovo verso i massimi pluriennali
L’argento ha registrato un forte rialzo dopo che le notizie sull’instabilità persistente relativo al conflitto Stati Uniti-Iran hanno aumentato la domanda di asset difensivi. I prezzi spot sono saliti sopra quota 59 dollari dopo essere scesi brevemente a circa 58 dollari all’inizio della settimana, sottolineando quanto rapidamente il sentiment sia tornato a favore dei metalli preziosi.
Il rimbalzo colloca l’argento comodamente al di sopra della zona di supporto importante tra 58 e 56 dollari, un’area che è diventata sempre più rilevante dal punto di vista tecnico. Il mantenimento sopra questo intervallo suggerisce che gli acquirenti restano attivi nonostante l’aumentata volatilità nei mercati finanziari.
Le preoccupazioni che riguardano lo Stretto di Hormuz e l’aumento dei prezzi del petrolio hanno inoltre sostenuto i metalli preziosi. Con l’incertezza geopolitica in aumento, anche gli investitori spesso cercano asset in grado di preservare valore nei periodi di stress di mercato e l’argento ha beneficiato, insieme all’oro, di questa tendenza.
Sebbene la domanda industriale continui a svolgere un ruolo importante nella prospettiva di lungo termine dell’argento, i rialzi recenti sono stati determinati prevalentemente dagli acquisti come bene rifugio. Se le tensioni geopolitiche continueranno a crescere, il metallo potrebbe tentare di superare nuovamente i massimi recenti vicino a 61 dollari.
Previsioni sui prezzi dell’argento secondo CoinCodex
Secondo l’ultima previsione sui prezzi dell’argento di CoinCodex, il metallo prezioso potrebbe passare dalla sua attuale fase di forza a una correzione prolungata nel corso della fine del 2026 e nel 2027.
Le previsioni restano relativamente costruttive a luglio 2026, con prezzi previsti tra 45,84 e 57,67 dollari e livelli medi intorno a 51,75 dollari. Sebbene ciò rappresenterebbe solo un calo modesto rispetto ai prezzi attuali, il modello suggerisce che la pressione al ribasso crescerà gradualmente nel corso dell’anno.
Il momentum dovrebbe indebolirsi sensibilmente nella seconda metà del 2026. I prezzi medi sono previsti scendere nell’area dei 40 dollari ad agosto, per poi calare verso circa 35 dollari a settembre. Ottobre e novembre confermano questo trend, con previsioni di prezzi medi attorno a 32 dollari, mentre il momentum ribassista si rafforza.
L’outlook diventa ancora più prudente per il 2027. CoinCodex prevede prezzi medi sotto i 26 dollari a gennaio, per poi scendere verso l’area dei 20 dollari bassi nei mesi primaverili. Tra giugno e luglio 2027, il modello stima prezzi medi compresi tra circa 15 e 17 dollari, segnando il periodo più debole dell’intera proiezione.









