Il prezzo dell’argento è salito di oltre il 4% martedì, scambiando vicino a 59 dollari al momento della pubblicazione e rompendo al rialzo il canale discendente che aveva limitato i prezzi da maggio.
Questo movimento ha allontanato il metallo dal minimo su otto mesi vicino a 55 dollari. Rinnovate speranze di dialogo tra USA e Iran hanno raffreddato i timori di inflazione trainata dal petrolio, consentendo ai metalli preziosi di recuperare terreno.
Le speranze di diplomazia tra USA e Iran alleggeriscono la pressione sull’argento
L’argento ha chiuso lunedì a 56,40 dollari, in aumento dello 0,90%, prima di estendere i guadagni martedì. Il recupero è iniziato dopo che Teheran ha fatto sapere di essere ancora aperta a negoziati con Washington, interrompendo il rally del petrolio che aveva spinto il Brent a un rialzo di circa il 30% dai minimi di luglio.
Questo è rilevante per l’argento, poiché il petrolio costoso alimenta l’inflazione e un’inflazione persistente rafforza le aspettative di tassi d’interesse più elevati. I mercati ora attribuiscono una probabilità dell’80% a un aumento della Federal Reserve a dicembre, rispetto al 73% di una settimana fa. Tassi più alti generalmente penalizzano l’argento, dato che il metallo non offre rendimento e aveva perso terreno come hedge durante il conflitto.
Tuttavia, il contesto strutturale resta favorevole. Il Silver Institute prevede per il 2026 un sesto anno consecutivo di deficit nell’offerta, stimato a 46,3 milioni di once, insieme ad un aumento del 20% nella domanda di investimento fisico a 227 milioni di once. L’argento rimane anche circa il 45% sopra i livelli di un anno fa, pur avendo perso il 13% nell’ultimo mese.
Il prezzo dell’argento esce da un canale discendente di due mesi
Il grafico giornaliero mostra una struttura ribassista di lungo periodo, con massimi e minimi decrescenti consecutivi dal massimo storico sopra i 121 dollari toccato a gennaio. Da maggio fino a questa settimana, il prezzo si è mosso al ribasso all’interno di un canale discendente parallelo.
Martedì, l’argento ha rotto la parte superiore del canale, raggiungendo un massimo intraday di 59,25 dollari. Le rotture dei canali discendenti spesso segnalano cambi di trend, con il target misurato che si trova al livello di ritracciamento di Fibonacci 0,618 vicino a 68,88 dollari.
Quel livello, vicino a 68 dollari, aveva anche agito come resistenza di lungo termine all’inizio dell’anno. Raggiungerlo implicherebbe un rialzo di circa il 16% rispetto ai prezzi attuali. Nel frattempo, un dollaro più forte resta il principale rischio esterno per questo scenario.
Doppio minimo a 55 e divergenza RSI sostengono il recupero
Gli indicatori di momentum rafforzano lo scenario rialzista. Il prezzo dell’argento ha rimbalzato due volte dalla zona di supporto intorno a 55 dollari, che coincide con il ritracciamento di Fibonacci 0,786 a 54,51 dollari. I due rimbalzi formano insieme un potenziale doppio minimo, una figura che spesso segnala la fine di un trend ribassista.
Inoltre, il secondo minimo è stato accompagnato da una divergenza rialzista sul Relative Strength Index (RSI). Il prezzo ha segnato un minimo più basso, mentre il RSI ha segnato un minimo più alto, indicando una pressione in vendita in diminuzione. Attualmente il RSI si trova in territorio neutrale, vicino a 47, lasciando spazio a ulteriori rialzi prima che il mercato entri in zona di ipercomprato.
Lo scenario rialzista dipende dalla tenuta del breakout. Una chiusura giornaliera all’interno del canale vanificherebbe la figura tecnica, mentre la perdita dei 55 dollari potrebbe esporre il supporto di lungo periodo a 49,81 dollari. I trader che preferiscono l’oro rispetto all’argento potrebbero attendere questa conferma prima di agire.
Se la diplomazia farà progressi e il supporto a 55 dollari reggerà, l’argento potrebbe salire fino al target di Fibonacci a 68 dollari. In caso contrario, un ritorno dei timori sui tassi guidati dal petrolio potrebbe riportare il metallo verso i minimi annuali.









