Il mercato crypto mantiene la sua posizione il 15 luglio, con la capitalizzazione totale che si avvicina a 2.200 miliardi di dollari dopo un balzo del 3,72% nelle ultime 24 ore.
Il rally è cominciato non appena l’inflazione negli USA è rallentata più del previsto, e i guadagni si stanno mantenendo anche se i prezzi sono diminuiti di circa lo 0,3% nelle ultime ore.
1. Inflazione in calo innesca una short squeeze
Tutto è iniziato dai dati. L’inflazione di giugno è scesa più del previsto al 3,5% dal 4,2%, con i prezzi in calo dello 0,4% nel mese, il calo più ampio degli ultimi quattro anni. Questo dato debole ha alimentato le speranze di tagli ai tassi e ha colto di sorpresa i trader ribassisti, costringendoli a ricomprare le loro posizioni corte.
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Di conseguenza, sono state liquidate posizioni corte per un valore di 286,91 milioni di dollari nelle ultime 24 ore, oltre cinque volte le posizioni long, che ammontano a 54,58 milioni di dollari.
La capitalizzazione totale ora si trova vicino a 2.200 miliardi di dollari, ma occorre ancora una chiusura giornaliera sopra i 2.210 miliardi di dollari, e poi a 2.220 miliardi di dollari, per confermare la forza del movimento. In caso di calo, il primo supporto è a 2.160 miliardi di dollari, livello in cui le prese di profitto potrebbero intensificarsi.
- Fattore scatenante: Il CPI di giugno rallenta al 3,5% dal 4,2%
- La squeeze: Liquidati short per 286,91 milioni di dollari, circa 5 volte le posizioni long
- Livello cruciale: La capitalizzazione totale deve chiudere sopra i 2.210 miliardi di dollari
2. Prezzo del petrolio stabile favorisce l’appetito per il rischio
La seconda spinta è arrivata da un mercato del petrolio tranquillo. Il presidente Donald Trump ha annullato il 14 luglio un dazio del 20% previsto sulle merci che transitano dallo Stretto di Hormuz, dopo che gli alleati del Golfo si sono opposti, dichiarando che gli investimenti diretti del Golfo negli USA avrebbero sostituito tali entrate.
Così, anche mentre gli Stati Uniti hanno ripristinato il blocco delle spedizioni iraniane e colpito obiettivi vicino allo Stretto di Hormuz, il Brent è aumentato solo dello 0,54%, arrivando a 81,39 dollari al barile.
Costi energetici contenuti mantengono sotto controllo le paure di inflazione, riportando capitali verso asset più rischiosi come le crypto.
- Catalizzatore: Trump annulla il dazio del 20% sullo Stretto di Hormuz
- Dati sul petrolio: Brent in lieve rialzo, +0,54% a 81,39 dollari
- L’effetto a catena: Il petrolio stabile favorisce il flusso di capitali verso asset di rischio
Focus moneta: Zcash (ZEC) balza del 10%
Tra le crypto in movimento, Zcash (ZEC) si distingue, crescendo di quasi il 10% in 24 ore fino a circa 554 dollari. La privacy coin ha superato una resistenza ostinata intorno ai 548 dollari, livello che aveva avuto difficoltà a conquistare, e ora sta difendendo questo prezzo nonostante alcune vendite.
Tuttavia, il breakout appare fragile perché i volumi di acquisto sono diminuiti dai primi di giugno. ZEC ha bisogno di nuova domanda per superare il prossimo ostacolo a 597 dollari, circa l’8% più in alto, che aprirebbe la strada ai 660 dollari. Il livello di 548 dollari separa una prosecuzione del recupero da una possibile discesa verso i recenti minimi.
- Il balzo: ZEC a quasi +10%, vicino a 554 dollari
- Momento decisivo: Deve mantenere i 548 dollari per continuare a salire
- Allarme volumi: La domanda di acquisto è in calo dai primi di giugno









