Il mercato crypto ha registrato un calo mercoledì 12 agosto, scendendo di oltre l’1% rispetto al massimo di martedì. Al momento della pubblicazione, il ticker TOTAL è valutato intorno a 2,16 trilioni di dollari, in calo di quasi il 2,5% rispetto al picco del 9 agosto. Questo ritracciamento prolungato si deve a un’interruzione nella serie di afflussi negli ETF e ai rendimenti dei Treasury in forte ascesa.
Questi ultimi ora attirano liquidità dagli asset rischiosi, mentre gli acquirenti nel settore crypto cercano di difendere il supporto dei 2,16 trilioni di dollari. Una rottura di questo livello offre ai ribassisti l’opportunità di infliggere un danno più profondo.
1. Un’interruzione nella serie di afflussi negli ETF segnala cautela
Il ritracciamento è riconducibile ai flussi di fondi. Negli Stati Uniti, gli ETF su Bitcoin spot avevano registrato una serie di afflussi fino ai primi di agosto, interrotta il 10 agosto da un deflusso pari a 144,67 milioni di dollari, il primo giorno in rosso dal 31 luglio. Quella sessione improntata alla cautela ha poi determinato la debolezza delle giornate successive.
Nel grafico, TOTAL difende i 2,16 trilioni di dollari. Un’eventuale rottura espone la soglia dei 2,12 trilioni e poi dei 2,09 trilioni di dollari, mentre mantenerla consente di puntare a un recupero dei 2,20 trilioni di dollari. Questo livello è stato perso il 9 agosto e non è ancora stato riconquistato.
- Punto di svolta: Il 10 agosto si è registrato un deflusso di ETF pari a 144,67 milioni di dollari, il primo dal 31 luglio
- Supporto chiave: 2,16 trilioni di dollari è l’ultimo supporto prima dei 2,12 trilioni
- Livello rialzista importante: TOTAL deve recuperare i 2,20 trilioni di dollari per stabilizzarsi
2. I rendimenti dei Treasury in crescita mantengono la pressione sugli asset rischiosi
A influire in misura maggiore è il mercato obbligazionario. I rendimenti dei Treasury USA sono ai massimi degli ultimi anni: il decennale si avvicina al 4,6% e il trentennale è sopra il 5,2%, il valore più alto dal 2007. Quando i rendimenti sicuri aumentano, la liquidità si sposta sui bond a discapito degli asset rischiosi.
Questo scenario ha determinato l’atteggiamento cauto verso gli ETF. Con una Fed orientata a mantenere tassi alti a lungo, il settore crypto rimane appesantito e solo un cambiamento macro potrebbe alleviare la pressione. Ecco perché la pubblicazione dell’inflazione CPI di oggi diventa fondamentale per valutare l’allineamento macro.
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- Squeeze: rendimento decennale vicino al 4,6%, trentennale ai massimi dal 2007
- Rotazione in atto: rendimenti più alti spingono liquidità dal settore crypto verso i bond
- Pressione: TOTAL in calo del 2,5% dal 9 agosto
In evidenza: Lighter (LIT)
Lighter (LIT) è uno dei peggiori performer del mercato crypto, in calo di circa il 7% a 2,28 dollari, anche se mantiene un guadagno settimanale del 9%. Da 6 luglio si muove in un canale ribassista e il tentativo di breakout dell’11 agosto si è fermato a 2,53 dollari a causa del ritorno dei venditori.
Oggi ha perso la soglia dei 2,34 dollari e punta a 2,23 dollari. Una rottura apre la strada a 2,04 dollari, mentre la perdita di 1,91 dollari conferma una discesa verso 1,74 dollari. Tuttavia, il volume di vendita è in calo dal 7 agosto, quindi una spinta degli acquirenti potrebbe permettere di recuperare i 2,34 dollari e tentare un retest a 2,53 dollari.
Il recupero di 2,34 dollari rilancia i rialzisti, mentre la perdita di 2,23 dollari apre la strada a 2,04 dollari.
- Attuale configurazione: LIT è scesa in un canale dal 6 luglio
- La rottura: la perdita giornaliera di 2,23 dollari espone il livello di 2,04 dollari
- La speranza: Il calo dei volumi di vendita dal 7 agosto potrebbe favorire un ritorno a 2,34 dollari
Il parere dell’analista: Attualmente il mercato si trova tra un contesto macroeconomico fortemente negativo e una dinamica di afflussi negli ETF ancora positiva. Il prossimo appuntamento cruciale sarà la pubblicazione dell’indice CPI: un dato più basso potrebbe mantenere intatti i livelli di supporto, mentre un dato più alto o stabile potrebbe accelerare il calo di TOTAL verso i 2,12 trilioni di dollari.









