Le azioni dei produttori di chip hanno continuato il loro crollo lunedì, innescato da un allarme riguardo il rallentamento dell’IA lanciato dal CEO di Anthropic, Dario Amodei, che ha fatto scendere il Philadelphia Semiconductor Index fino al 5,9%.
Nvidia ha perso il 3,4%, Broadcom è scesa di quasi il 5%, mentre sia Micron che AMD hanno registrato cali superiori al 4%, trascinando il Nasdaq 100 a un ribasso fino all’1,3% e riaccendendo il dibattito sul fatto che le valutazioni legate all’IA siano destinate a una correzione più marcata.
La svendita dell’IA raggiunge anche l’Asia
SK Hynix della Corea del Sud ha perso circa il 7,6%, in sintonia con i colleghi statunitensi e legata allo stesso sviluppo dell’infrastruttura IA, secondo quanto riporta Seoul Economic Daily.
L’analisi di Amodei sostiene che i sistemi di IA più avanzati rischiano di sfuggire al controllo umano senza una regolamentazione deliberata. Sia Sam Altman di OpenAI che Elon Musk di xAI hanno anche sostenuto questo appello.
Sta davvero arrivando un crollo?
Non tutti gli analisti leggono questa situazione come l’inizio di qualcosa di più grande. Vivek Arya, analista dei semiconduttori di Bank of America, ha spiegato in dettaglio che la reazione è solo rumore di fondo.
“Consideriamo questi eventi solo rumore rispetto a un mercato strutturalmente rialzista, dove la spesa in capitale per l’IA potrebbe triplicare fino a superare 3.000 miliardi di dollari entro la fine del decennio.”
Arya ha sottolineato che l’indice dei chip scambia ancora a circa 19 volte gli utili futuri, in linea con l’S&P 500, sebbene la crescita degli utili sia circa sette volte superiore rispetto alle condizioni generali del mercato. L’indice è cresciuto comunque del 67% finora nel 2026, rendendo il calo di lunedì relativamente modesto.
Secondo altri investitori, invece, la situazione appare più fragile. BeInCrypto aveva già evidenziato in precedenza le preoccupazioni su schemi di finanziamento circolare legati al ruolo crescente di Nvidia, sia come fornitore di chip che come finanziatore dei propri clienti IA, una struttura da alcuni paragonata al vendor financing che ha preceduto la bolla dot-com.
La distanza tra le due scuole di pensiero si riduce a una domanda: la monetizzazione dell’IA riesce a tenere il passo con gli investimenti già giustificati?
Risultati solidi da Nvidia e dai suoi clienti potrebbero rendere questo ritracciamento solo temporaneo. Un rallentamento degli ordini, o un caso verificato di modelli che si comportano oltre i limiti previsti, metterebbe subito in discussione questa tesi.









