Il 19 febbraio 2026, la FMA austriaca ha rilevato che KuCoin EU Exchange GmbH doveva completare alcune disposizioni relative al personale per la conformità a norme AML/CTF e sanzioni, compresi i ruoli di vice.
Durante questo processo, l’autorità di regolamentazione ha indicato che la società doveva temporaneamente astenersi dall’accogliere nuovi clienti, depositi o dall’effettuare attività di trading. La decisione non è ancora definitiva e il 3 marzo 2026 la FMA ha dichiarato di aver aperto una revisione della legittimità della pubblicazione su richiesta di KuCoin.
KuCoin EU aveva già volontariamente e in modo proattivo sospeso le operazioni sulla piattaforma il 4 febbraio, prima che arrivasse la comunicazione dall’autorità di regolamentazione.
In questo contesto, il punto di riferimento più utile da considerare sono i dati. Indici di trasparenza indipendenti offrono un modo oggettivo per valutare gli exchange in base alle riserve, alle pratiche di reporting e ai framework di sicurezza.
Con broker crypto ed exchange sotto esame, abbiamo cercato di sfatare alcuni miti riguardanti KuCoin. Dopo tutto, KuCoin EU era stata da poco autorizzata come fornitore di servizi di crypto-asset secondo MiCA tramite una decisione amministrativa datata 27 novembre 2025.
CryptoQuant e il suo test decisivo
Iniziamo con un dato di rilievo.
Il CryptoQuant’s Annual Exchange Leader Report 2025 rappresenta di fatto una verifica sui CEX, analizzando come le varie piattaforme si posizionano su parametri come trasparenza strutturale, prestazioni di trading, riserve e standard di Proof-of-Reserves (PoR).
In altre parole, cerca di distinguere gli exchange che possono essere facilmente valutati dall’esterno da quelli che richiedono invece fiducia cieca.
Nel caso di KuCoin, il report la riconosce come leader per la trasparenza PoR, con un punteggio di 96,7 (A+), ben superiore a Binance, Coinbase e Gate.io.
Quel punteggio di trasparenza specifico dipende da fattori come la disclosure pubblica dei wallet, la verifica del saldo a livello utente, la frequenza nei report, le attestazioni di terzi e quanto sono recenti tali disclosure.
Significa che le riserve di KuCoin sono qualcosa che utenti e analisti possono verificare ripetutamente e in modo programmato.
Altre informazioni sulla PoR di KuCoin
Al netto del marketing, la Proof-of-Reserves conta davvero solo se è ripetibile e verificabile.
I criteri di trasparenza di CryptoQuant premiano gli exchange che pubblicano abbastanza prove on-chain e crittografiche da consentire a terzi di verificare uno snapshot della solvibilità e ripetere poi la procedura su base programmata.
Nel caso di KuCoin, il modello di disclosure descritto nel report unisce tre elementi chiave: disclosure pubblica del wallet, un processo PoR basato su Merkle tree con supporto per la verifica del saldo lato utente e una validazione indipendente di terze parti.
Dal punto di vista operativo, KuCoin pubblica mensilmente report PoR basati su Merkle tree, con verifica effettuata da Hacken. Ciò significa che l’exchange aggrega i saldi degli utenti in un unico riepilogo crittografico, così che ciascun utente possa confermare che il proprio saldo sia incluso nello snapshot senza esporre i dati degli altri account.
L’ultimo aggiornamento menzionato nel comunicato risale al 6 febbraio 2026, accompagnato da un’attestazione di febbraio, e fa parte di una serie di oltre 39 report mensili consecutivi con percentuali di riserva dichiarate superiori al 100%.
Più fiducia
La Proof-of-Reserves è importante, ma cosa dire riguardo controlli ripetibili, processi documentati e validazioni esterne su sicurezza, privacy e rischio operativo?
KuCoin sembra aver raccolto tutto questo nel Trust Project da 2 miliardi di dollari, lanciato al TOKEN2049 di Dubai nel 2025.
Si tratta di un piano di investimenti pluriennale che finanzia gli aspetti meno “glamour” di una gestione sicura su larga scala di un exchange. Ad esempio: migliorare i sistemi e il monitoraggio della sicurezza, rafforzare i controlli interni e la prontezza agli incidenti, espandere le capacità di conformità e ampliare le validazioni esterne sui processi operativi della piattaforma.
Anche le verifiche risultano positive. KuCoin mette in evidenza una serie di framework e certificazioni riconosciuti: SOC 2 Type II (controlli valutati su un periodo di tempo, non solo in un singolo momento), ISO 27001:2022 per la gestione della sicurezza delle informazioni, ISO 27701 per la gestione delle informazioni sulla privacy, oltre a CCSS (Cryptocurrency Security Standard) per le pratiche di sicurezza operative specifiche per le crypto. In parallelo, segnala anche benchmark esterni, come la valutazione AAA di CER.live con un punteggio di sicurezza del 100% sulla pagina dell’exchange di KuCoin.
DYOR
Se stai valutando un exchange nel 2026, la domanda più utile da farsi è se un soggetto esterno può verificare regolarmente le principali dichiarazioni di affidabilità. I criteri di trasparenza PoR di CryptoQuant forniscono un buon modello di riferimento:
- Disclosure dei wallet: I wallet di riserva sono pubblicamente dichiarati per permettere il monitoraggio costante dei saldi?
- Verifica lato utente: Gli utenti possono verificare che il loro saldo sia stato incluso nello snapshot PoR?
- Frequenza: I report sono regolari (il mensile è nettamente più affidabile rispetto a report occasionali)?
- Validazione esterna: Esiste un layer di attestazione indipendente ed è recente?
- Recenza: Quando è stato effettuato l’ultimo snapshot e quando è stato validato?
Considerazioni finali
La leadership di KuCoin nella PoR, come spiegato nel report di CryptoQuant, si basa su disclosure pubblica, report mensili basati su Merkle tree, verifiche lato utente e attestazioni di terzi, con una lunga serie di report e aggiornamenti recenti.
Per chi desidera approfondire ulteriormente, i prossimi click consigliati sono:
- Il report di CryptoQuant stesso,
- La pagina Proof-of-Reserves di KuCoin,
- Il Trust Project e gli annunci sulle certificazioni che spiegano in dettaglio il più ampio stack di controlli (SOC 2 Type II, ISO 27001:2022, ISO 27701, CCSS).
Con l’aumento delle aspettative di trasparenza in tutto il settore crypto, le dichiarazioni verificabili stanno diventando il fondamento della fiducia. I report proof-of-reserves, le certificazioni di sicurezza e i benchmark indipendenti offrono modalità misurabili per valutare la credibilità di un exchange – e le piattaforme che rispettano costantemente questi standard sono destinate a plasmare la prossima fase della fiducia nel settore.