Il presidente della Fed scelto da Trump, Kevin Warsh, promette indipendenza durante l’audizione al Senato

  • Warsh ha detto ai senatori che non sarà il "burattino" di Trump come presidente della Fed.
  • La persona nominata ha chiesto un "cambio di regime" e un nuovo framework per l’inflazione.
  • I Democratici guidati da Warren hanno contestato le sue dichiarazioni finanziarie e la sua indipendenza.
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Kevin Warsh, scelto dal Presidente Donald Trump come candidato per la Presidenza della Federal Reserve, ha dichiarato martedì alla Commissione bancaria del Senato che non si presterà ad essere uno strumento politico della Casa Bianca.

Questa dichiarazione ha dato il tono a un’audizione tesa che ha messo Warsh alla prova su temi di indipendenza, politica sull’inflazione e i suoi rilevanti interessi finanziari personali.

Warsh respinge le accuse di essere una “marionetta”

Il senatore John Kennedy (R-LA) ha chiesto a Warsh in modo diretto se si sarebbe comportato come la “marionetta umana” del presidente. Il candidato non ha esitato a rispondere.

“Assolutamente no… Se verrò confermato come presidente della Federal Reserve, sarò un attore indipendente,” ha spiegato Warsh.

Questo scambio è andato a colpire le ripetute critiche della senatrice Elizabeth Warren (D-MA), che ha definito Warsh “la marionetta in capo”.

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Warren ha anche contestato le sue dichiarazioni patrimoniali, accusandolo di non aver dichiarato oltre 100 milioni di dollari in asset.

Nei commenti preparati, Warsh ha sottolineato che “l’indipendenza della politica monetaria è fondamentale” e che la Fed deve “rimanere nei propri limiti”.

Ha detto che Trump “non mi ha mai chiesto di predefinire, impegnarmi, fissare o decidere alcuna decisione sul tasso d’interesse”.

Warsh ha detto anche che le dichiarazioni pubbliche sui tassi da parte di funzionari eletti non compromettono la libertà operativa della banca centrale.

Il candidato alla Fed chiede una revisione della politica

L’ex governatore della Fed ha invocato “riforme politiche fondamentali” e un “nuovo quadro sull’inflazione”. Ha definito gli aumenti dei prezzi post-COVID dal 25% al 35% su tutti i livelli di reddito la prova che la Fed “ha mancato il suo obiettivo”.

Warsh ha affermato che l’inflazione “è una scelta” e ha definito gli errori recenti della banca centrale un peso persistente sull’economia.

Ha invitato i responsabili politici a non pre-impegnarsi su decisioni sui tassi e a preferire “una valutazione incrementale” rispetto a previsioni rigide.

Conferma a rischio, strada piena di ostacoli

I Repubblicani sostengono in gran parte la nomina. Tuttavia, il senatore Thom Tillis (R-NC) ha promesso di bloccare il voto in commissione finché non si sarà conclusa l’indagine del Dipartimento di Giustizia sul presidente Jerome Powell.

I Democratici restano fortemente contrari, con Warren che avverte il Senato di non “favorire e sostenere” una presa della Fed da parte della Casa Bianca. Con il termine di Powell che scade a maggio 2026, il tempo per una transizione senza intoppi si fa sempre più breve.


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