Le tensioni tra Washington e Teheran si sono ulteriormente intensificate il 27 febbraio, dopo che l’FBI ha designato l’Iran come Stato Sponsor di Detenzione Illegittima. L’agenzia ha dichiarato di essere ancora impegnata a riportare a casa gli americani detenuti all’estero e a portare i loro rapitori davanti alla giustizia.
L’FBI ha spiegato in dettaglio due casi di lunga data. Uno riguarda Robert A. Levinson, ex agente speciale dell’FBI andato disperso nel 2007 durante un viaggio sull’isola di Kish, in Iran.
Il governo degli Stati Uniti continua a offrire ricompense fino a 25 milioni di dollari per informazioni che conducano al suo recupero.
Il secondo caso riguarda Shayan Kazemi, cittadino statunitense scomparso a Istanbul nel 2011. Il governo degli Stati Uniti sta offrendo fino a 200.000 dollari per informazioni che favoriscano il suo sicuro ritorno.
Cosa significa la designazione dell’FBI
La designazione di “Stato Sponsor di Detenzione Illegittima” segnala che il governo statunitense ritiene che un Paese trattenga cittadini americani in modo ingiusto, spesso per esercitare pressioni politiche. Non comporta automaticamente un intervento militare.
Tuttavia, aumenta la pressione diplomatica e centralizza gli sforzi di recupero sotto la US Hostage Recovery Fusion Cell.
Questa mossa aumenta nettamente le frizioni politiche. Presenta le detenzioni non come episodi isolati, ma come tattiche appoggiate dallo stato.
La postura militare degli Stati Uniti si irrigidisce
L’annuncio arriva in un contesto di crescente attività militare in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno spostato caccia avanzati e ulteriori forze in Israele e nelle aree circostanti mentre crescono le tensioni con l’Iran.
I funzionari descrivono il dispiegamento come una misura di deterrenza. Tuttavia, i mercati interpretano il rafforzamento come una possibile preparazione all’escalation, nel caso in cui i colloqui sul nucleare dovessero fallire o i conflitti regionali dovessero intensificarsi.
La pressione su Cuba aumenta il rischio globale
Nel frattempo, oggi il presidente Donald Trump ha anche suggerito che gli Stati Uniti potrebbero perseguire una “acquisizione amichevole” di Cuba.
Il suo commento arriva dopo settimane di pressioni economiche su L’Avana, comprese restrizioni sul petrolio che hanno causato blackout e carenza di carburante.
La combinazione fra escalation con l’Iran e pressione su Cuba ha agitato i mercati.
Bitcoin, che stava cercando di recuperare verso quota 70.000 dollari, è sceso di oltre 3% nella giornata fino a circa 65.000 dollari. I trader sembrano ridurre l’esposizione al rischio mentre aumenta l’incertezza geopolitica.
Per ora, i canali diplomatici restano aperti. Tuttavia, il linguaggio da Washington suggerisce che le tensioni stiano entrando in una fase più pericolosa.