L’Ammiraglio Samuel Paparo, comandante del US Indo-Pacific Command, ha dichiarato alla Commissione Forze Armate del Senato che il suo comando gestisce un nodo Bitcoin (BTC) e sta effettuando test operativi con il protocollo.
La testimonianza del 21 aprile ha segnato la prima volta in cui un comandante in carica delle forze armate statunitensi ha pubblicamente definito Bitcoin come un asset di sicurezza nazionale durante un’audizione al Congresso.
Bitcoin come strumento di ‘proiezione di potere’
Rispondendo alle domande del senatore Tommy Tuberville (R-AL), Paparo ha descritto Bitcoin come “un trasferimento di valore peer-to-peer, senza fiducia”, e ha affermato che tutto ciò che sostiene ogni strumento della potenza nazionale “è da considerarsi positivo.”
Ha spiegato in dettaglio che la ricerca è incentrata sull’informatica e non sulla politica monetaria.
Il proof-of-work, ha dichiarato, “ha applicazioni davvero importanti nell’ambito dell’informatica per la cybersecurity”, incluso proteggere i dati e aumentare il costo reale per gli avversari che conducono operazioni informatiche.
“Abbiamo attualmente un nodo sulla rete Bitcoin. Stiamo effettuando diversi test operativi per mettere in sicurezza e proteggere le reti utilizzando il protocollo Bitcoin,” ha affermato.
L’ammiraglio si è anche offerto di fornire dettagli classificati sui test, qualora richiesto.
Contesto strategico più ampio
Le dichiarazioni di Paparo sono in linea con una crescente attenzione degli Stati Uniti nei confronti di Bitcoin a livello federale. I legislatori hanno avanzato il BITCOIN Act e istituito una Bitcoin Strategic Reserve tramite ordine esecutivo.
Nel frattempo, la tesi “Softwar” del maggiore Jason Lowery aveva già proposto il proof-of-work come forma di proiezione di potenza informatica.
Tuberville ha anche incentrato il confronto sulla competizione con la Cina, sottolineando che il principale think tank monetario di Pechino ha pubblicato le proprie ricerche strategiche su Bitcoin.
INDOPACOM supervisiona circa 380.000 persone nell’area Asia-Pacifico, ovvero il principale fronte della competizione strategica tra Stati Uniti e Cina.
Al momento del 22 aprile, dal Dipartimento della Difesa non sono arrivate comunicazioni ufficiali che chiariscano l’ampiezza dei test.





