Il Ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha dichiarato il 17 aprile la riapertura dello Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali. L’annuncio è avvenuto nell’ambito della tregua di 10 giorni tra Israele e Libano, entrata in vigore oggi.
L’apertura, tuttavia, resta condizionata. Le navi devono seguire le rotte coordinate stabilite dall’Organizzazione dei Porti e della Navigazione dell’Iran. L’accesso è consentito solo per il periodo rimanente della tregua.
Prezzi del petrolio in calo grazie al ridimensionamento dei timori sull’offerta
L’annuncio ha causato immediatamente vendite sui mercati dell’energia. Il Brent è sceso del 6,84%, passando da $99,39 il 16 aprile a circa $92. Il greggio statunitense ha segnato un calo simile, perdendo il 7,04%.
Lo Stretto di Hormuz gestisce circa il 20% delle spedizioni mondiali giornaliere di petrolio e gas naturale liquefatto trasportati via nave. L’Iran aveva di fatto limitato il passaggio nello stretto durante il recente conflitto, spingendo il Brent oltre quota $100 a inizio mese.
I mercati avevano già scontato una possibile soluzione. Il prezzo del petrolio è sceso sotto $95 il 14 aprile dopo che la Casa Bianca aveva segnalato progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Trump rivendica il merito, Bitcoin guadagna terreno
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha reagito rapidamente su Truth Social, affermando che “lo Stretto dell’Iran è completamente aperto e pronto al pieno passaggio.” In particolare, ha usato il termine “Stretto dell’Iran” invece del nome corretto.
La narrazione di Trump suggeriva accesso senza restrizioni, anche se i termini stabiliti dall’Iran limitano l’apertura al periodo della tregua e a specifiche rotte di navigazione.
Oltre al petrolio, anche altri mercati hanno reagito positivamente. Anche Bitcoin (BTC) ha guadagnato l’1,59%, mentre l’S&P 500 è salito dello 0,07%, riflettendo un passaggio verso un maggiore appetito al rischio più generalizzato.
Questo sollievo potrebbe essere di breve durata. La tregua tra Stati Uniti e Iran scade il 21 aprile e una qualsiasi violazione della tregua in Libano potrebbe portare a una nuova chiusura. Inoltre, le trattative più ampie sul programma nucleare iraniano e sulle sanzioni restano ancora irrisolte.





