AMD e Intel prolungano il rally nonostante l’RSI indichi ipercomprato da settimane

  • AMD apre in rialzo del 18% nel pre-market dopo i risultati positivi del primo trimestre, mentre Intel aggiunge il 13%.
  • Entrambe le azioni hanno registrato un RSI giornaliero superiore a 70 per la maggior parte di aprile.
  • La solidità degli utili e la domanda di intelligenza artificiale continuano ad avere la meglio sui segnali di vendita.
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Advanced Micro Devices (AMD) è salita di circa il 18% nel pre-market del 6 maggio dopo aver battuto le attese nel primo trimestre, mentre Intel (INTC) ha esteso una crescita di diverse settimane con un rialzo del 13% raggiungendo un nuovo massimo storico vicino a $108.

Entrambi i titoli hanno mantenuto valori RSI a 14 giorni ben sopra 70 per gran parte di aprile, eppure ogni nuovo segnale di ipercomprato è stato seguito da un ulteriore rialzo invece che dal consueto ritracciamento richiesto dall’analisi tecnica.

I Segnali di Ipercomprato Perdono Forza per AMD e INTC

AMD ha chiuso ieri con un rialzo dell’87% rispetto ai primi di aprile, con l’RSI giornaliero a 72,54 anche dopo un lieve calo a metà settimana. L’RSI di Intel è ancora più estremo a 84,53, rimanendo sopra 70 da metà aprile.

Performance di prezzo di Advanced Micro Devices (AMD) e Intel (INTC)
Performance di prezzo di Advanced Micro Devices (AMD) e Intel (INTC). Fonte: TradingView

Secondo la logica dell’analisi grafica tradizionale, entrambi i valori indicano zone di esaurimento. Eppure AMD è aumentata di circa il 25% da quando ha superato per la prima volta l’area di ipercomprato, e anche Intel ha aggiunto oltre il 60% nello stesso periodo.

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Lo schema ricorda le estensioni di trend delle ultime fasi, quando i fondi momentum continuano a puntare sui titoli vincenti nel settore dei semiconduttori e su titoli AI correlati.

I ritracciamenti sono rimasti lievi, con gli acquirenti che intervengono già a livello delle medie mobili invece di attendere veri e propri reset dell’RSI.

Gli Utili Continuano a Sostenere la Corsa

Nel primo trimestre, AMD ha registrato ricavi per 10,25 miliardi di dollari, superando le stime di circa 360 milioni di dollari; le vendite nel segmento data center sono aumentate del 57% su base annua grazie alla domanda per acceleratori Instinct e processori EPYC. Le previsioni per il secondo trimestre indicano una forchetta con un valore mediano vicino a 11,2 miliardi di dollari, al di sopra dei 10,52 miliardi di dollari previsti dal consenso.

Nella sua relazione di fine aprile, Intel ha registrato ricavi per 13,6 miliardi di dollari contro un consenso di 12,36 miliardi di dollari, facendo aumentare le azioni di quasi il 24% in una sola seduta.

Il CEO Lip-Bu Tan ha sottolineato un cambiamento nel rapporto CPU-GPU all’interno dei data center, richiamando il rally guidato dall’AI che il mese scorso ha fatto superare i 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione a Nvidia.

HSBC ha abbassato AMD a Hold il 4 maggio dopo il rally del 77% di aprile, segnalando che Wall Street ora inizia a porsi qualche domanda sulla prosecuzione di questa crescita.

“In 13 mesi Lip Bu Tan ha trasformato Intel da un candidato (possibile e impensabile) ad un salvataggio a una delle aziende più ricche dell’industria dei chip. Ora il grande trio delle CPU, AMD, Intel e ARM… e gli operatori hanno bisogno di molte più CPU di quante queste tre possano produrre”, ha spiegato in dettaglio Jim Cramer.

Se il momentum sugli utili continuerà ad assorbire questi segnali di allarme, oppure se i capitali inizieranno a ruotare verso altri titoli AI, definirà l’andamento delle prossime sedute.


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