La stablecoin USDC di Circle si sta avvicinando rapidamente al traguardo degli 80 miliardi di dollari di fornitura circolante, superando anche USDT di Tether nel volume di transazioni rettificato per la prima volta dal 2019.
I nuovi dati sulla proprietà della stablecoin a livello nazionale mostrano anche che USDC guida in diversi mercati specifici, suggerendo che la competizione tra stablecoin si stia frammentando in una sfida regione per regione, piuttosto che in una singola battaglia globale.
La guerra tra USDC e USDT si frammenta in battaglie regionali tra stablecoin
L’USDT di Tether ha a lungo dominato il settore delle stablecoin. Con una capitalizzazione di mercato di circa 184 miliardi di dollari, rimane ancora più del doppio rispetto alla sua rivale più vicina.
Insieme, le due stablecoin rappresentano circa il 93% della capitalizzazione totale di mercato delle stablecoin, secondo i dati di TRM Labs.
Tuttavia, lo scenario competitivo si è modificato in modo significativo all’inizio del 2026. Stando ai dati di CoinMarketCap, la fornitura circolante di USDC è passata da poco più di 70 miliardi di dollari a inizio febbraio a 75 miliardi di dollari all’inizio di marzo, per poi superare i 79 miliardi di dollari.
Questo ritmo di espansione rappresenta uno degli aumenti di offerta più rapidi per una stablecoin di primo piano.
Nel frattempo, una ricerca del gruppo finanziario Mizuho pubblicata il 13 marzo ha rilevato che USDC ha processato circa 2,2 trilioni di dollari in volume di transazioni rettificato dall’inizio dell’anno, rispetto a 1,3 trilioni di dollari per USDT.
In questo modo, USDC detiene circa il 64% del volume rettificato combinato tra le due stablecoin, un’inversione netta rispetto al periodo 2019-2025 quando USDT era costantemente in testa e USDC si fermava mediamente intorno al 30%.
Mizuho definisce volume rettificato i trasferimenti che coinvolgono exchange centralizzati, DEX e altre entità identificate che rappresentano trasferimenti di valore reale, invece di attività automatiche o ripetitive.
I dati a livello nazionale rivelano una corsa frammentata
Un dataset separato tratto dal Stablecoin Utility Report 2026 di BVNK, elaborato insieme a YouGov su 4.658 intervistati in 15 Paesi, aggiunge un ulteriore livello di approfondimento.
Leon Waidmann, Head of Research di Lisk, ha messo in evidenza i tassi di possesso di USDT rispetto a USDC nei vari mercati.
La Nigeria guida tutti i Paesi con il 59% di possesso di USDT rispetto al 48% di USDC, a conferma delle radici profonde della stablecoin in economie con valute locali altamente volatili.
USDT risulta anche in testa in India, Filippine, Singapore, Thailandia, Argentina, Francia e Regno Unito.
Tuttavia, in cinque mercati il possesso di USDC ha effettivamente superato quello di USDT. In Colombia si registra il 29% di possesso di USDC contro il 25% di USDT. In Sudafrica il 29% contro il 23%.
In Germania il 17% contro il 15%, in Brasile il 16% contro il 14%, mentre negli Stati Uniti il 26% contro il 22%.
“Il possesso di USDT rispetto a USDC, per paese, in classifica… USDC sta recuperando terreno. In Colombia, Sudafrica, Stati Uniti, Germania e Brasile il possesso di USDC supera quello di USDT. La stablecoin regolamentata sta guadagnando quote di mercato”, ha scritto Waidmann.
Il pattern suggerisce che la posizione regolamentare possa influenzare l’adozione. USDC, emessa da Circle Internet Group, possiede licenze di conformità sia secondo il regolamento europeo Markets in Crypto-Assets (MiCA) sia in linea con la cornice normativa del GENIUS Act negli Stati Uniti.
Tether ha adottato una strategia diversa, decidendo di non conformarsi al MiCA e concentrandosi sulla crescita in Asia e in altri mercati non occidentali.
La fuga di capitali e le tendenze nelle transazioni aggiungono pressione
L’aumento della fornitura porta con sé anche una dimensione geopolitica. L’analista con sede a Dubai Rami Al-Hashimi attribuisce parte della domanda recente alla fuga di capitali dagli Emirati Arabi Uniti.
Ha fatto notare che i desk OTC a Dubai hanno faticato a soddisfare gli ordini di USDC a causa dei forti cali nel mercato immobiliare di Dubai.
Il DFM Real Estate Index è sceso di circa il 31% da un recente massimo di circa 16.800 a circa 11.516, secondo i dati di TradingView.
Token Metrics ha osservato che quando gli investitori nelle economie ricche di petrolio si spostano su USDC invece di conti in dollari tradizionali, questo segnala che la forma digitale del dollaro sta competendo con quella fisica.
Gli analisti di Mizuho, Dan Dolev e Alexander Jenkins, hanno sostenuto nella loro nota di ricerca che il volume rettificato potrebbe contare più della capitalizzazione di mercato quando si prevede quale stablecoin sarà la vincitrice a lungo termine.
Hanno alzato il target di prezzo delle azioni Circle da $100 a $120, citando i crescenti casi d’uso di USDC nei prediction market e nel commercio agentico.
Il mercato delle stablecoin nel suo complesso ha raggiunto il record di 315 miliardi di dollari a metà marzo, riflettendo una crescente domanda istituzionale sia per applicazioni di trading che non di trading.
Se USDC sarà in grado di mantenere la sua leadership in termini di volume, riducendo allo stesso tempo il gap di capitalizzazione rispetto a USDT, dipenderà da quanto rapidamente le preferenze normative e i modelli di adozione regionale continueranno a frammentare il mercato delle stablecoin.
I dati dei primi mesi del 2026 suggeriscono che la risposta potrebbe variare da un Paese all’altro.