Il prezzo di Ethereum è aumentato del 15% nell’ultimo mese, ma i dati on-chain sono silenziosamente diventati ribassisti. Gli utenti attivi sono diminuiti del 33% rispetto al picco di gennaio. Il gas medio si trova sui livelli più bassi e costanti degli ultimi due anni.
I volumi hanno registrato una tendenza al ribasso nonostante il prezzo sia salito. E il 1° maggio, il net position change sugli exchange ha virato da accumulazione a distribuzione. Il movimento della quotazione si vede sul prezzo. La rete, invece, sta dando un altro segnale.
La domanda di rete di Ethereum è crollata silenziosamente?
Tre dati strutturali inquadrano lo stato della rete all’inizio di maggio.
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Gli utenti attivi giornalieri su Ethereum hanno raggiunto il picco di 15 milioni a gennaio 2026, secondo il Dune dashboard esclusivo di BeInCrypto. Ad aprile, la cifra è scesa a 10 milioni. La diminuzione del 33% in tre mesi è rilevante a causa della sua velocità, non tanto del livello raggiunto. Il dato di 10 milioni resta comunque superiore alla base di 6-7 milioni registrata durante il lancio degli ETF spot di luglio 2024. Il vero segnale arriva dall’inversione del momentum.
Il secondo dato riguarda il gas. Il prezzo medio del gas su Ethereum si attesta intorno a 1 gwei, il livello più basso e sostenuto dal 2024, quando la rilevazione ha toccato il picco di 49 gwei. Un gas basso non è sempre un aspetto positivo per gli utenti, perché è un indicatore della domanda di spazio in blocco e rende meno efficace il meccanismo di burn EIP-1559 che esercita pressione sull’offerta di ETH. Meno attività significa meno ETH bruciato, e quindi meno supporto deflattivo per il prezzo di Ethereum.
Il terzo dato arriva direttamente dal grafico dei prezzi. Dal 6 febbraio, Ethereum scambia all’interno di un canale rialzista parallelo. Il prezzo è salito costantemente. I volumi nello stesso arco temporale sono però calati. Questa divergenza ribassista sui volumi significa che il rialzo si sta verificando con sempre meno convinzione da parte degli acquirenti, nonostante il prezzo continui a salire. Inoltre, il canale ascendente si è formato dopo un crollo di quasi il 50% dai massimi di metà gennaio, il che rende la configurazione molto meno bullish del solito.
In sintesi, mentre il prezzo di Ethereum sale, la rete che dovrebbe sostenerlo sta mostrando segnali opposti.
I flussi sugli exchange hanno appena confermato ciò che la rete stava già segnalando
La conferma più evidente che la debolezza della rete sta impattando potenzialmente anche il movimento del prezzo la si trova nei dati di Glassnode sull’Exchange Net Position Change, una metrica che traccia il flusso netto di ETH in entrata e uscita dai wallet sugli exchange.
Per quasi tutto aprile, la metrica è stata profondamente negativa. L’ETH lasciava gli exchange a un buon ritmo. Ogni barra rossa rappresentava prelievi dagli exchange verso wallet self-custody: un classico segnale di accumulazione. Fino al 28 aprile, i deflussi giornalieri hanno registrato in media circa 300.000 ETH.
Poi la tendenza si è invertita.
Il 1° maggio, il net position change sugli exchange è tornato positivo. Al 4 maggio, 60.449 ETH erano tornati sugli exchange. Il passaggio da un’accumulazione costante a una nuova distribuzione è una svolta che storicamente precede debolezza del prezzo. I detentori che stavano assorbendo offerta in aprile hanno iniziato a rimandare i token sugli exchange, dove poi vengono venduti.
Il precedente storico rafforza questa interpretazione. L’ultima volta che Ethereum è salita con una situazione fondamentale simile, a luglio 2024, ETH ha perso il 40% in pochi giorni dal lancio degli ETF spot. Il motivo allora era lo stesso di oggi: i flussi istituzionali hanno spinto il prezzo verso l’alto senza una domanda organica sulla rete a sostenerlo. Gli utenti attivi erano fermi a 6-7 milioni, come mostrato nell’immagine precedente. Il gas era basso. Il rialzo si è spento in poche settimane.
Lo scenario di aprile 2026 rispecchia quel modello. Gli utenti attivi sono crollati rispetto al picco di gennaio. Il gas è ai minimi da anni. I volumi nel grafico dei prezzi si sono ridotti. E i flussi sugli exchange hanno appena confermato che diversi holder stanno iniziando a incassare i profitti.
La rete aveva già dato l’allarme. Gli exchange ora ne sono la conferma.
I livelli di prezzo di Ethereum mostrano dove il rally deve dimostrare la sua forza
Ethereum (ETH) viene scambiata a $2.383 all’interno di un canale parallelo rialzista che guida il prezzo al rialzo dal 6 febbraio. Questo canale è arrivato dopo un calo del 48,81% dal picco di gennaio di $3.407 al minimo di febbraio di $1.747. Il rally attuale rappresenta un tentativo di recupero, non una continuazione del movimento precedente.
Il primo test si trova a $2.466. Una chiusura giornaliera sopra questo livello avvicina Ethereum alla trendline superiore del canale e offre al rally la possibilità di validarsi con i volumi che finora sono mancati nel grafico. In assenza di una chiusura sopra questa soglia, la struttura rimane compressa e i segnali ribassisti presenti on-chain da parte degli utenti attivi, del gas e dei flussi sugli exchange possono tradursi in una debolezza del prezzo.
I livelli di supporto al ribasso sono molto ravvicinati. Mantenere i $2.074,57, cioè il livello 0,236 di Fibonacci, permette a Ethereum di restare all’interno del canale. Una rottura di $2.074 comprometterebbe il canale ed esporrebbe Ethereum al rischio di scendere verso $1.831, ovvero il livello 0,382 di Fibonacci. Sotto $1.831, si apre la strada verso $1.747 (il minimo di febbraio) e $1.635, cioè il livello 0,5 di Fibonacci.
I livelli sono asimmetrici. Al rialzo è necessario riconquistare i $2.466, accompagnati da un aumento dei volumi che il grafico non ha ancora visto. Al ribasso, se il canale viene violato, si rischia di tornare ai minimi di febbraio. Una chiusura giornaliera sopra $2.466 indebolisce la tesi ribassista on-chain. Una chiusura sotto $2.074 la conferma.





