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Con il calo dei rendimenti, HSBC prevede il Treasury a 10 anni al 4,65% entro fine anno, non al 6%

  • I rendimenti dei Treasury sono scesi al 4,951%, a pochi giorni dal massimo degli ultimi 19 anni, vicino al 5,04%.
  • HSBC ha appena fatto una previsione audace: i rendimenti, infatti, non saliranno verso il 6%.
  • Non tutti sono d’accordo, con iCapital che prevede un 5,3% e Deutsche Bank che segnala ancora il 6% all’orizzonte.
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Il rendimento dei Treasury a 10 anni è sceso al 4,951% lunedì, continuando la discesa rispetto al massimo degli ultimi 19 anni di settimana scorsa, pari al 5,041%. HSBC ora vede il rendimento più vicino al 4,65%, e non al 6% entro fine anno, sostenendo che questa correzione possa avere ancora spazio.

I prezzi del petrolio in calo e le speranze per un accordo con l’Iran hanno rasserenato i mercati lunedì. Si tratta di una brusca inversione rispetto al clima aggressivo (hawkish) che aveva spinto l’impennata della settimana scorsa.

Le previsioni di HSBC sui rendimenti dei Treasury diventano più aggressive

HSBC in realtà ha alzato l’intera curva dei Treasury nelle sue stime di questo mese. Ha aumentato la previsione di rendimento a fine anno per i titoli a due anni al 4,20%, rispetto al 3,85% precedente, e il target per i titoli a 10 anni al 4,65%, dal 4,30%. Secondo la banca, lo scenario di base resta quello di mantenimento dei tassi da parte della Federal Reserve fino al 2027.

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I rendimenti sono scesi sotto la soglia psicologica del 5%.
I rendimenti sono scesi sotto la soglia psicologica del 5%. Fonte immagine: CNBC

Tuttavia, HSBC ora vede quasi pari probabilità per un ulteriore rialzo in questo ciclo. Ha definito il dibattito interno del Federal Open Market Committee (FOMC) “molto delicato”.

La banca ha attribuito ai commenti del presidente della Fed Kevin Warsh a Jackson Hole l’allentamento del term premium estivo. Ha inoltre spiegato in dettaglio che i persistenti deficit fiscali continueranno a esercitare pressione sulla parte più lunga della curva.

“Un crescente sbilanciamento asimmetrico nei rischi del doppio mandato implica che la distribuzione dei possibili scenari sia cambiata, e riteniamo che questo continui ad alimentare pressioni al rialzo sui rendimenti a breve anche se la Fed non dovesse stringere la politica monetaria nel breve periodo.”

(HSBC)

Dove gli altri analisti vedono il rendimento decennale

Non tutti sono d’accordo sulla destinazione. Matt Maley di Miller Tabak indica il 4,8% come soglia cruciale. Avverte che una rottura sostenuta sopra questo livello potrebbe avere ripercussioni anche su altri asset.

I dati di Deutsche Bank sui precedenti cicli di rialzo suggeriscono che una corsa verso il 6% sia una prospettiva più realistica per il 2027, piuttosto che per il breve termine.

La previsione di iCapital al 5,3% è ancora più alta, con Dan Suzuki che indica il petrolio e non la Fed come fattore trainante. La visione ribassista di ZeroHedge sostiene che il 6% arriverà indipendentemente dalla regolarità del percorso.

Le previsioni ora si concentrano tra il 4,65% e il 5,3%. Questo rende una rottura decisa sopra il 4,8% il segnale più importante da monitorare nel breve, più che uno slancio diretto verso il 6%.

I dati sul Purchasing Managers’ Index (PMI), le richieste di sussidi di disoccupazione e i numerosi discorsi dei membri della Fed previsti questa settimana dovrebbero mettere alla prova quale sia l’orientamento più corretto.

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