A ogni grande conferenza finanziaria di quest’anno, sembra impossibile sfuggire all’ultima ondata di hype sull’AI.
Si diffonde ovunque la convinzione che agenti AI autonomi siano ormai a un passo dal prendersi il controllo della finanza globale, gestendo enormi capitali e dirigendo l’economia per conto dei loro proprietari umani senza alcuno sforzo.
Ma è davvero così? Gli agenti AI stanno davvero spostando denaro su larga scala? Chi li sta utilizzando davvero? Se la bolla AI più ampia dovesse scoppiare, i pagamenti agentici sparirebbero, insieme a tutti quei capitali di venture capital?
L’ultimo report di BeInCrypto, The State of AI Agent Payments 2026, cerca di rispondere a queste domande analizzando transazioni reali su x402, un protocollo di pagamento progettato per le macchine.
La ricerca, pubblicata in collaborazione con AWS, Cloudflare, Chainalysis e Zoomex, evidenzia che le infrastrutture sottostanti per i pagamenti tra macchine funzionano tecnicamente, ma la domanda commerciale reale è praticamente nulla.
L’AI è pronta per gestire i tuoi pagamenti?
I risultati rivelano un’enorme distanza tra l’hype di marketing e la realtà on-chain. Sebbene protocolli come x402 di Coinbase e Machine Payments Protocol di Stripe/Tempo elaborino milioni di transazioni, il 90,8% di tutti i pagamenti agentici registrati sono microtransazioni di valore inferiore a un solo centesimo.
Infatti, uno studio di 35 giorni che ha monitorato 6,4 milioni di transazioni ha elaborato appena 119.947 dollari di valore complessivo.
I grandi volumi di transazioni non mostrano un’esplosione della spesa autonoma o del commercio B2B: nascondono semplicemente ping automatizzati di frazioni di centesimo per accesso alle API, tempo di calcolo e semplici verifiche di dati.
Commentando questi numeri di base, Francesco Gi, fondatore & CEO di Castle Labs, fa notare che il settore si è semplicemente dato da fare su infrastrutture di pagamento molto prima che esistesse una reale domanda di mercato:
“Il report di BeInCrypto fotografa perfettamente lo stato attuale della finanza agentica: l’infrastruttura di pagamento funziona, ma la domanda scarseggia. La maggior parte dell’attività nell’economia delle macchine è di piccolo importo, ripetitiva e concentrata su pochi utenti, segno che il mercato è ancora agli inizi. Esistono già soluzioni per alcuni problemi che ancora non si sono nemmeno presentati, ma la tecnologia dipende ovviamente dall’adozione e dai casi d’uso,” ha spiegato Francesco Gi.
Guardando all’adozione istituzionale, l’esitazione umana risulta ancora più evidente.
Il framework di valutazione del report assegna alle micropagamenti un punteggio discreto di 60,7 su 100, mentre i workflow finanziari istituzionali ottengono solo 12,0 su 100.
Su 19 strumenti di trading e sistemi finanziari esaminati, 14 operano rigorosamente entro limiti di spesa pre-approvati impostati da umani, mentre presso grandi exchange come Zoomex è ancora richiesta la conferma manuale di ogni singolo ordine di trading.
Su piattaforme di trading come Hyperliquid, gli strumenti etichettati come AI rappresentano meno dello 0,55% del volume di trading complessivo.
Albert Castellana, CEO di GenLayer Labs, sottolinea che inviare pochi centesimi su blockchain è semplice, ma affidare a un software decisioni economiche complesse è tutt’altra cosa:
“La maggior parte delle transazioni davvero effettuate dagli agenti oggi sono piuttosto di piccolo importo: pagamenti per API, calcolo, dati, magari semplici servizi digitali. Un agente può eseguire una transazione esattamente come viene istruito e comunque prendere una decisione pessima, perché le informazioni erano sbagliate, manipolate o dall’altra parte non viene rispettato accordo. Spostare il denaro è un conto. Decidere cosa succede quando la transazione fallisce è un altro,” ha affermato Castellana.
Castellana aggiunge che le attuali discussioni sulla sicurezza si soffermano troppo sui permessi semplici del wallet invece che sulla reale accuratezza delle decisioni:
“Puoi dare a un agente un limite di 100.000 dollari, permessi perfetti per il wallet e tutti i controlli di sicurezza standard, ma può comunque spendere 100.000 dollari per qualcosa che chiaramente non era ciò che intendevi. Far muovere il denaro alla velocità delle macchine è utile. Ma servirà anche un modo per risolvere ciò che accade quando qualcosa va storto con la stessa velocità,” ha aggiunto.
Il rischio sicurezza è reale
I rischi per la sicurezza vanno ben oltre la sola definizione di limiti di spesa; il report ha evidenziato 281.200 dollari persi in exploit dove capitali correttamente preventivati sono stati dirottati verso wallet controllati da attaccanti.
Robin Nordnes, fondatore e CEO di Raiku, sostiene che il vero pericolo nel trading non siano solo i comandi malevoli, ma quella che definisce la “execution gap”:
“Il rischio che temo di più si trova tra la decisione e il trade confermato. Supponiamo che un agente faccia un’operazione corretta, conforme e nel budget, ma la transazione venga ritardata o superata da un’altra mentre viene inserita in blocco. Se l’agente non sa se l’ordine è andato a buon fine, riprova. Poi riprova ancora. Ogni tentativo più è stato approvato singolarmente, e nel complesso possono causare gravi danni.”
Nordnes ritiene che, una volta che sarà garantita un’esecuzione affidabile, soprattutto su chain ad alta velocità come Solana, che ha gestito il 94,5% di tutte le transazioni citate nel report, gli agenti inizieranno a occuparsi direttamente delle attività di trading e le approvazioni manuali scompariranno.
Il venture capital sta già scommettendo molto su questa configurazione.
Il rapporto mostra che il 92% (3,91 miliardi di dollari) dei finanziamenti VC è stato destinato all’infrastruttura di base per pagamenti e gestione della liquidità, come Tempo e Mastercard/BVNK, piuttosto che ai semplici bot di trading.
Come conclude Francesco Gi di Castle Labs, il passaggio dalle chiamate API da pochi centesimi all’autonomous finance vera e propria avverrà inevitabilmente una volta che gli agenti costruiranno uno storico verificabile:
“Oggi, una transazione di credito dal valore di un centesimo costa $0,30, rendendo antieconomico l’utilizzo dell’infrastruttura finanziaria tradizionale per i micropagamenti nell’economia delle macchine. Con la costruzione di uno storico verificabile da parte degli agenti, ci aspettiamo che gli investitori inizino a sostenere coloro dotati di reputazioni comprovate. L’adozione delle stablecoin e della finanza agentica è inevitabile”, ha dichiarato Francesco Gi.











