I licenziamenti allo staff di Luno aggiungono un altro campanello di allarme mentre le chiusure degli exchange di criptovalute si accumulano

  • Luno sta tagliando il 20% del suo personale a livello globale, ha confermato il CEO James Lanigan.
  • I tagli arrivano tre settimane dopo la chiusura di AscendEX, BitMEX e BitMart.
  • I tagli al personale nelle big tech sono stati comuni quest’anno, ma sollevano delle domande.
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Il Chief Executive Officer James Lanigan ha confermato questa settimana un taglio del 20% della forza lavoro globale di Luno. La decisione arriva mentre l’exchange punta maggiormente sui clienti istituzionali e incrementa il controllo dei costi.

L’annuncio segue quello di altre tre piattaforme non collegate tra loro, AscendEX, BitMEX e BitMart, che nello stesso mese hanno comunicato la chiusura totale delle loro operazioni di exchange.

Un insieme di chiusure di exchange

C’è stata una crescente pressione sugli exchange di crypto a causa delle condizioni di mercato, delle difficoltà operative e persino delle normative. Il regolamento europeo Markets in Crypto-Assets (MiCA) ha concluso il suo periodo di transizione il 1° luglio, e AscendEX ha citato proprio questa novità normativa quando ha interrotto le sue attività nello stesso giorno.

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BitMEX ha confermato la sua chiusura tre settimane dopo, e BitMart ha pubblicato il proprio avviso di cessazione delle attività il 26 luglio.

Tre exchange che spariscono nello stesso mese costituiscono sicuramente un insieme rilevante. Questo solleva una domanda evidente: i tagli di Luno seguono la stessa dinamica di stress sugli exchange?

Il confronto presenta dei limiti e in parte segue uno schema già visto tra le aziende tech quest’anno. Molte grandi aziende tecnologiche hanno anche ridotto la forza lavoro, spesso citando l’integrazione dell’intelligenza artificiale. AscendEX, BitMEX e BitMart stanno abbandonando il mercato completamente, mentre Luno sta riducendo il personale ma in realtà sta espandendo la propria presenza in Africa.

Lanigan ha descritto i cambiamenti in Luno come una scelta ponderata, e non una mossa disperata, durante le sue dichiarazioni a Bloomberg.

Questi fattori rendono necessaria e appropriata una struttura più snella e adattata.

James Lanigan, Bloomberg

Cercare di restare a galla

Digital Currency Group possiede Luno, un exchange retail con 16 milioni di utenti tra Africa e Asia Pacifico. Lanigan ha spiegato in dettaglio che i risparmi saranno destinati a infrastrutture, conformità e a un’unità business-to-business (B2B) in crescita.

Discovery Bank in Sudafrica collabora già con questa unità, e Luno prevede di firmare ulteriori partnership istituzionali quest’anno. Sanlam e Lesaka Technologies supportano il progetto collegato ZARU, una stablecoin ancorata al rand dove Luno ricopre il ruolo di partecipante fondatore.

La decisione di Luno sembra frutto di una scelta calcolata piuttosto che dettata dalla disperazione, ma arriva in un momento in cui il settore crypto vive un clima di forte tensione a causa delle recenti chiusure di nomi molto noti.


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