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Coinbase sostiene il compromesso del Clarity Act che vieta i rendimenti passivi sulle stablecoin

  • L’accordo al Senato vieta il rendimento passivo delle stablecoin, ma preserva le ricompense basate sull’attività nel CLARITY Act.
  • Tillis e Alsobrooks hanno finalizzato il testo dopo mesi di colloqui con la Casa Bianca e il Tesoro.
  • La Commissione Bancaria del Senato dovrebbe programmare la discussione sul CLARITY Act già a partire dall’11 maggio.
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I senatori Thom Tillis e Angela Alsobrooks hanno raggiunto un compromesso bipartisan sulle ricompense delle stablecoin, eliminando il principale ostacolo al Digital Asset Market Clarity Act e spianando la strada verso l’esame in commissione bancaria del Senato.

Il nuovo testo blocca i pagamenti che funzionano come interessi sui depositi bancari, ma mantiene le ricompense legate alla reale attività sulle piattaforme. Anche i dirigenti di Coinbase hanno pubblicamente sostenuto il risultato e sollecitato l’avanzamento dell’intero disegno di legge.

Il compromesso vieta le ricompense stablecoin simili agli interessi bancari

L’accordo vieta le ricompense offerte “in modo economicamente o funzionalmente equivalente al pagamento di interessi o rendimenti su un deposito bancario fruttifero di interessi.”

I saldi in stablecoin potranno ancora essere considerati nel calcolo delle ricompense se superano questa verifica di equivalenza.

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Il disegno di legge istruisce le autorità federali a predisporre un quadro di divulgazione per le stablecoin e a pubblicare un elenco delle attività di ricompensa ammesse.

Queste linee guida determineranno come gli exchange e i broker strutturano gli incentivi per i clienti, basandosi sul dibattito in Senato su ciò che è considerato una partecipazione basata sull’attività reale.

La commissione bancaria del Senato dovrebbe programmare la discussione già nella settimana dell’11 maggio. I trader di Polymarket valutano al 68% la probabilità che il CLARITY Act venga firmato come legge quest’anno, dopo una scadenza mancata e forti pressioni della lobby bancaria su Tillis.

Probabilità che il Clarity Act venga firmato come legge nel 2026.
Probabilità che il Clarity Act venga firmato come legge nel 2026. Fonte: Polymarket.

Coinbase definisce il risultato una vittoria per le crypto

Paul Grewal, Chief Legal Officer di Coinbase, ha dichiarato che mesi di incontri hanno portato a un testo che non dovrebbe ostacolare il disegno di legge, sostenendo che nel dibattito pubblico i rischi reali sono stati esagerati.

“Questo risultato preserva le ricompense basate sull’attività e sulla reale partecipazione sulle piattaforme e reti crypto, che è ciò che la lobby bancaria diceva di volere,” ha scritto in un post.

Faryar Shirzad, Chief Policy Officer di Coinbase, ha anche evidenziato i progressi su classificazione dei token, safe harbor per la DeFi e tokenizzazione nell’accordo più ampio.

Ora che la questione dei rendimenti è risolta, l’attenzione si sposta sulla chiarezza delle giurisdizioni tra SEC e CFTC, sulle tutele per lo staking e sulle regole per la formazione di capitale.

Queste disposizioni, se mantenute durante la discussione generale, definiranno la tempistica fino all’estate.

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