Lo yen in rialzo di quasi 4% questo mese: perché un aumento dei tassi della Fed potrebbe costringere la BOJ ad agire

  • Lo yen viene scambiato intorno a 153,49 per dollaro, appena sotto il massimo degli ultimi sette mesi di 152,89.
  • Per la prima volta da febbraio, gli speculatori sono diventati net-long sullo yen.
  • La Fed decide sui tassi mercoledì, due giorni prima della riunione della BOJ.
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L’ascesa dello yen, che dura ormai da quattro settimane, si scontra con la decisione sui tassi d’interesse della Federal Reserve attesa mercoledì. Sarà probabilmente la portata della mossa della Fed a decretare se i recenti guadagni della valuta di Tokyo si consolideranno o si invertiranno.

Lunedì lo yen ha scambiato a 153,49 per dollaro, poco sotto il massimo degli ultimi sette mesi di 152,89 toccato la scorsa settimana. Gli speculatori sono tornati net-long sullo yen per la prima volta da febbraio, segnando un cambio di posizione.

Perché la Fed viene prima

I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati in agosto, secondo i dati pubblicati venerdì. Gli operatori ora valutano le probabilità di un rialzo dei tassi della Fed all’86% per mercoledì. Questa percentuale deriva dallo strumento CME FedWatch, che stima le probabilità sulla base dei prezzi dei futures.

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La Bank of Japan si riunirà due giorni dopo, venerdì. Secondo gli analisti di MUFG, un aumento di un quarto di punto è già ampiamente scontato dai mercati. Tuttavia, la banca sottolinea che lo yen ha bisogno di segnali su futuri rialzi più rapidi per rafforzarsi ulteriormente.

Lo yen ha mantenuto i guadagni realizzati dall’intervento senza precedenti degli Stati Uniti.
Lo yen ha mantenuto i guadagni realizzati dall’intervento senza precedenti degli Stati Uniti. Fonte immagine: Trading View

Un rischio diverso si presenta se la Bank of Japan decidesse di escludere ulteriori rialzi a ottobre e dicembre. Secondo TD Securities, questo scenario potrebbe riportare il dollaro/yen verso l’area 157-160.

Le conseguenze vanno oltre Tokyo

L’adeguamento delle posizioni carry trade da parte degli hedge fund è già stato effettuato, dato che i movimenti dello yen hanno effetti che si propagano oltre Tokyo.

La pressione, inoltre, si estende al di là di Tokyo. L’indice del dollaro USA è rimasto stabile a 99,15 dopo due settimane di ribasso. Nel frattempo, la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi la scorsa settimana e la Banca d’Inghilterra si prevede che manterrà i tassi giovedì, anche se la votazione si preannuncia molto incerta.

James Athey, gestore di portafoglio obbligazionario presso Marlborough, ha descritto i rischi in modo molto diretto:

“Non alzare i tassi sarebbe un errore catastrofico. Non comunicare con decisione sarebbe un clamoroso autogol.”

Athey ha anche citato i flussi di rimpatrio e i cambiamenti nell’allocazione degli asset del GPIF, il grande fondo pensione pubblico giapponese. Queste forze stanno già riportando capitale sullo yen, indipendentemente dalle decisioni di questa settimana sui tassi.

L’apprezzamento dello yen di questo mese ha quasi raggiunto il 4%, aumentando la pressione su Tokyo. Tuttavia, il segnale più forte potrebbe arrivare proprio da Tokyo e non da Washington. La tenuta di questi guadagni dipenderà meno dalla decisione della Fed mercoledì e più dal segnale che arriverà dalla Bank of Japan due giorni dopo.

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