L’S&P 500 ha chiuso ai massimi storici giovedì, sostenuto da un indice dei prezzi alla produzione di luglio invariato. Il dato ha ulteriormente attenuato i timori di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve il prossimo mese.
L’indice di riferimento è salito dello 0,65% chiudendo a 7.798,99, dopo aver toccato durante la seduta un massimo storico intraday di 7.816,70. Si tratta della ventisettesima chiusura record per l’indice quest’anno. Il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,81% raggiungendo 26.803,03, mentre il Dow Jones è salito dello 0,13% chiudendo a 53.839,99. L’S&P 500 è aumentato di oltre il 14% negli ultimi sei mesi.
L’inflazione continua a raffreddarsi
Il Bureau of Labor Statistics ha comunicato che a luglio il Producer Price Index sui beni finali è rimasto invariato. Gli economisti avevano previsto un aumento dello 0,2%.
La crescita annuale dei prezzi alla produzione è rallentata al 4,7% rispetto al 5,5% di giugno. Questo dato segue il report sull’Indice dei Prezzi al Consumo di mercoledì. I prezzi sono aumentati solo dello 0,1% nel mese e del 3,4% nell’ultimo anno.
Non tutti sono convinti che la Fed abbia terminato la stretta monetaria. BofA si attende ancora altri tre rialzi dei tassi, sostenendo che il trend disinflazionistico non sia ancora completo.
Ora i trader attribuiscono una probabilità del 63% al fatto che la Fed mantenga i tassi invariati a settembre, secondo lo strumento FedWatch del CME. Si tratta di un netto cambiamento rispetto a un mese fa, quando le aspettative erano a favore di un nuovo rialzo.
Il rally si estende oltre il settore tech
I servizi di comunicazione hanno trainato i guadagni di giovedì con un +1,56%, seguiti da un avanzamento dell’1,34% nel settore immobiliare. Entrambi i settori sono sensibili ai costi di finanziamento.
I produttori di chip Sandisk e Micron Technology sono saliti rispettivamente del 13,7% e del 4,2%. Il movimento prolunga una tendenza che ha reso i titoli dei semiconduttori i maggiori guadagnatori dell’anno. Cisco Systems ha invece perso l’8,4% nonostante una previsione di ricavi positiva, ma inferiore alle elevate aspettative del mercato.
Le azioni Workday sono balzate del 18% dopo che Reuters ha riferito che Silver Lake sarebbe in trattative per acquisire la società. L’operazione da parte della società di private equity potrebbe valutare il produttore di software per le risorse umane vicino a 43 miliardi di dollari. Le trattative sono in corso, ma le fonti avvertono che non c’è ancora alcuna garanzia di accordo.
Netflix è salita del 5,4% dopo che l’investitore Bill Ackman ha rivelato una nuova partecipazione nella società di streaming. Le azioni Tapestry sono invece crollate di oltre il 16% a causa di una previsione di ricavi poco brillante.
“Continua il boom tech trainato dai risultati dell’IA. Si tratta di un boom dei profitti, non di una bolla.”
Ha spiegato in dettaglio Jay Hatfield, amministratore delegato di Infrastructure Capital Advisors, intervistato da CNN.
Il record di giovedì prolunga una tendenza che JPMorgan e CFRA hanno recentemente indicato come un aumento dei rischi di compiacenza. La domanda di copertura si trova ora su livelli minimi da diversi mesi.
Prima della decisione della Fed di settembre arriverà ancora un altro dato sull’inflazione. Le basi di questo rally non sono ancora stabili.











