Un nuovo sondaggio rivela che il 45% degli americani afferma che investire nelle crypto non vale il rischio, mentre il 44% sostiene che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI) procede troppo velocemente.
Questa percezione mette i candidati che fanno affidamento sui dollari dei super PAC delle crypto e dell’AI in una posizione difficile.
La spesa dell’industria incontra lo scetticismo degli elettori
Il sondaggio ha anche rilevato che quasi il 50% degli intervistati ha più fiducia nelle banche tradizionali rispetto alle piattaforme crypto. Inoltre, circa due terzi vogliono che i legislatori impongano regolamentazioni rigide o un’ampia supervisione sull’AI.
Quasi la metà degli intervistati crede che l’AI eliminerà più posti di lavoro di quanti ne creerà. Una pluralità del 43% ritiene che i rischi superino i benefici.
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Questi risultati arrivano mentre Fairshake, il super PAC pro-crypto finanziato principalmente da Coinbase, Andreessen Horowitz e Ripple Labs, ha speso 28 milioni di dollari nelle primarie competitive del 2026, secondo Politico. Il PAC pro-AI Leading the Future ha raccolto oltre 75 milioni di dollari dal suo lancio nell’agosto scorso.
“I risultati pongono una nuova sfida per queste industrie, dato che i rispettivi super PAC cercano di trasformare la forza finanziaria in influenza politica. Alcuni di questi gruppi stanno già diventando gli attori più dominanti nella battaglia politica, spendendo ingenti somme per candidati di entrambi gli schieramenti e, in alcuni casi, rivaleggiando con la raccolta fondi dei gruppi di partito storici”, si legge nel report.
La resistenza ai super PAC delle crypto e dell’AI potrebbe derivare da un clima di opinione pubblica più ampio, osserva Politico. Circa il 41% degli intervistati vede i gruppi di interesse speciale come detentori di un peso politico eccessivo. Solo il 23% considera bilanciato il loro ruolo, mentre il 12% ritiene che abbiano troppo poca influenza.
“Lo scetticismo verso queste industrie, suggeriscono i dati, potrebbe trasformarsi in un contraccolpo elettorale se gli americani si esasperassero per l’elevata spesa,” aggiunge Politico.
Nei confronti ipotetici, gli intervistati erano meno inclini a sostenere candidati appoggiati da gruppi che promuovono regolamentazioni più permissive sull’AI, rispetto a candidati supportati da gruppi che chiedono regole tecnologiche più rigide.
Chi ha partecipato al sondaggio ha anche mostrato maggiore sostegno verso gruppi che promuovono politiche climatiche. Resta da vedere se lo scetticismo degli elettori si tradurrà in pressioni effettive in sede elettorale.
I risultati provengono dal Politico Poll, condotto da Public First. Il sondaggio ha raccolto le risposte di 2.035 adulti americani tra l’11 e il 14 aprile. Il margine di errore complessivo è di ±2,2 punti percentuali, mentre i sottogruppi più piccoli registrano margini maggiori.
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