Radiant Capital termina le operazioni della DAO 18 mesi dopo l’exploit da 50 milioni di dollari

  • Radiant Capital ha annunciato la graduale cessazione delle attività della sua DAO.
  • L’exploit dell’ottobre 2024 ha sottratto oltre 50.000.000 di dollari.
  • Il token RDNT è crollato del 4,4% dopo l’annuncio.
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Radiant Capital ha annunciato una chiusura ordinata delle operazioni della sua DAO dopo 18 mesi di tentativi falliti di recuperare oltre 50 milioni di dollari persi nel devastante exploit di ottobre 2024.

Analizziamo le ragioni dietro la chiusura, cosa succede agli utenti e le principali lezioni che lascia al mondo DeFi.

Cosa significa davvero la chiusura di Radiant Capital

Una chiusura in ambito DeFi consiste nell’interruzione ordinata di un protocollo, mantenendo gli smart contract accessibili in modo che gli utenti possano comunque prelevare fondi e gestire le proprie posizioni. Radiant Capital ha avviato esattamente questo processo il 1° giugno 2026.

La causa scatenante è stata chiara. Dopo 18 mesi di lavoro insieme a zeroShadow, la DAO non è riuscita a recuperare nessuno dei fondi rubati nel critico exploit di ottobre 2024, che ha prosciugato oltre 50 milioni di dollari dal protocollo.

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L’attacco è arrivato dopo un altro duro colpo. A gennaio 2024, un attacco con flash loan del valore di circa 1.900 ETH aveva già costretto la DAO a utilizzare i fondi di tesoreria per coprire debiti comuni e ridurre significativamente le riserve operative.

Nuovo capitale non è mai arrivato. Nessun investitore strategico, allocatore o grant dell’ecosistema è intervenuto per prolungare la sopravvivenza, mentre la fiducia degli utenti, la loro retention e i ricavi complessivi del protocollo hanno continuato a diminuire mese dopo mese.

In queste condizioni, proseguire le operazioni avrebbe significato mantenere una funzionalità estremamente limitata senza una direzione chiara. La DAO ha deciso di interrompere lo sviluppo attivo e concentrarsi esclusivamente sulla sicurezza degli utenti e sul lavoro di recupero.

Gli smart contract già distribuiti rimangono completamente immutabili e accessibili on-chain. Gli utenti mantengono il pieno controllo per prelevare fondi, rimborsare prestiti, chiudere posizioni di lending, richiedere ricompense e sbloccare direttamente i propri token DLP.

Cambiamenti chiave per gli utenti e lezioni per la DeFi 3.0

Diversi cambiamenti entrano in vigore immediatamente. Il borrowing è disabilitato su tutti i mercati Core e RIZv1, le emissioni di token RDNT sono interrotte e l’uso della tesoreria sarà limitato solo alle operazioni essenziali.

Il sito web e la front-end rimarranno attivi fino a fine anno. Discord, Telegram e X resteranno disponibili per il supporto, anche se con tempi di risposta più lunghi e un intervento operativo limitato da parte dei contributor.

A seguito dell’annuncio, il token RDNT è crollato del 4,4%, attestandosi a 0,001444 dollari secondo i dati CoinGecko data. Questo porta il calo complessivo dell’altcoin al 99,1% rispetto al massimo storico di 0,5853 dollari, registrato a settembre 2022.

Andamento storico del prezzo di Radiant Capital (RDNT). Fonte: CoinGecko
Andamento storico del prezzo di Radiant Capital (RDNT). Fonte: CoinGecko

Il lavoro di recupero non è finito. Il portale di rimedio rimarrà online a tempo indeterminato, zeroShadow continuerà a collaborare nei limiti delle risorse disponibili e ogni fondo recuperato verrà distribuito direttamente agli utenti colpiti dall’exploit di ottobre 2024.

Il team di Radiant ha anche presentato la chiusura come una lezione più ampia per l’industria. Sostengono che la DeFi si stia orientando verso quella che chiamano DeFi 3.0, in cui la sicurezza non è più solo una funzionalità, ma il vero prodotto che le istituzioni valutano.

In questa nuova fase, agli allocatori interessa più la struttura dei protocolli che il rendimento nominale. L’isolamento del rischio, il comportamento deterministico sotto stress, la sicurezza operativa e percorsi di recupero credibili definiscono oggi quali protocolli meritano una seria allocazione di capitali.

Il loro messaggio finale è diretto. I protocolli del futuro saranno probabilmente valutati per come gestiscono i fallimenti, non solo per le prestazioni in condizioni ideali, rendendo essenziali la progettazione della contenibilità e piani di recupero predefiniti.


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