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Il PPI USA elevato affonda le azioni USA mentre tornano i timori di stagflazione

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

27 febbraio 2026 16:48 CET

L’indice dei prezzi alla produzione (PPI) di gennaio ha segnato un +2,9% su base annua (YoY) rispetto a una previsione del +2,6%, mentre il core PPI è balzato del +3,6% contro il +3,0% atteso, spingendo al ribasso le azioni statunitensi e riaccendendo il dibattito sulla stagflazione tra le community crypto e macro.

L’indice dei prezzi alla produzione misura l’inflazione a livello all’ingrosso. Indica quanto le aziende pagano prima che i costi vengano trasferiti ai consumatori, rappresentando così un segnale anticipatore per le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve (Fed).

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Perché è importante:

  • I prezzi dei servizi hanno trainato il rialzo del core, con il core PPI mensile che è salito dello 0,8% rispetto a una previsione dello 0,3%, più del doppio delle attese.
  • L’S&P 500 ha perso lo 0,87%, il Dow Jones è sceso dell’1,38% e il Nasdaq ha lasciato sul terreno l’1,09% dopo la pubblicazione dei dati, riflettendo una tempestiva revisione delle aspettative sui tagli dei tassi.
  • Un PPI superiore alle attese riduce la probabilità di tagli della Fed nel breve termine, facendo aumentare i rendimenti e mettendo sotto pressione gli asset rischiosi, tra cui Bitcoin (BTC) e le altcoin.
  • Un aumento dei costi per i produttori accompagnato da una crescita del PIL in rallentamento crea uno scenario di stagflazione in cui la Fed non può tagliare i tassi senza far ripartire l’inflazione né mantenere i tassi invariati senza rallentare ulteriormente l’economia.

I dettagli:

  • Il PPI principale si è attestato a +2,9% YoY (precedente: +3,0%), mentre il core PPI è al +3,6% YoY (precedente: +3,3%), secondo i dati pubblicati il 27 febbraio alle 8:30 ET.
  • Su base mensile: headline +0,5% (atteso +0,3%), core +0,8% (atteso +0,3%), trainato da un forte rialzo della componente servizi.
  • I margini dei trade services sono aumentati del +2,5%, rappresentando il principale motore dell’aumento del core.
  • I future dell’S&P 500 erano già in calo di 57 punti prima della pubblicazione dei dati, segnalando tensioni generali ben oltre la sola lettura del PPI.
  • Il dato positivo è stato determinato dalla normalizzazione dei trade services, non da un’accelerazione diffusa dei costi delle materie prime.

Il quadro generale:

  • Analisti come Crypto Rover e Max Crypto mettono in evidenza un segnale di stagflazione: il core PPI che sale mentre il PIL rallenta. Questa combinazione spesso limita la flessibilità della banca centrale.
  • La tempistica per il taglio dei tassi da parte della Fed è ulteriormente sotto pressione poiché delle letture sull’inflazione superiori alle attese mettono in discussione il trend disinflazionistico in vista di marzo.

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