La senatrice Cynthia Lummis ha scritto su X: gli sviluppatori non dovrebbero aver bisogno di avvocati per sapere se il loro codice è legale. Secondo lei, il CLARITY Act rappresenta la soluzione.
Il Digital Asset Market Clarity Act ha recentemente superato due importanti ostacoli legislativi, passando alla Camera a luglio 2025 con un voto bipartisan di 294 a 134, per poi essere approvato dal Senate Banking Committee con 15 voti a favore e 9 contrari a maggio 2026. Ora il disegno di legge è in attesa di voto in aula nel Senate Legislative Calendar.
Quando scrivere codice è diventato un rischio federale
Il caso che ha portato all’attenzione questo dibattito è quello di Roman Storm, co-fondatore di Tornado Cash, un protocollo open-source per la privacy basato su Ethereum (ETH).
Il 6 agosto 2025, dopo un processo di quattro settimane, una giuria ha dichiarato Storm colpevole di cospirazione per aver gestito un’attività di trasmissione di denaro senza licenza. Sulle altre due accuse, più gravi — cospirazione per riciclaggio di denaro e cospirazione per violazione delle sanzioni — la giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto.
L’accusa comporta una pena massima di cinque anni di reclusione.
La condanna si è basata su una questione legale controversa che il CLARITY Act mira ad affrontare. Tornado Cash offre un protocollo open-source che interrompe il collegamento tra mittenti e destinatari di criptovalute per aumentare la privacy. Una volta implementato, né la piattaforma né i suoi creatori hanno mai preso possesso degli asset coinvolti.
La difesa di Storm ha sostenuto che ritenere uno sviluppatore responsabile per ciò che utenti indipendenti fanno con codice auto-esecutivo crei un precedente pericoloso. Il caso si è concentrato sulla questione se scrivere e distribuire software open-source per la privacy possa esporre il creatore a responsabilità penali per l’uso fatto da altri e, dopo il verdetto, tale domanda resta solo parzialmente risolta.
Quello di Tornado Cash non è stato un caso isolato. La SEC ha inviato un Wells Notice a Uniswap Labs nel 2024, accusando il principale sviluppatore del più grande protocollo di exchange decentralizzato del mondo di operare come broker-dealer non registrato.
La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) ha invece avviato un procedimento contro gli sviluppatori di Ooki DAO, sostenendo che la partecipazione alla governance open-source rende i singoli collaboratori personalmente responsabili per il modo in cui gli utenti finali interagiscono con la piattaforma.
Cosa cambia per gli sviluppatori con il CLARITY Act
Il CLARITY Act affronta direttamente il problema tramite la Sezione 604, derivata dal Blockchain Regulatory Certainty Act (BRCA). Questa disposizione recepisce un principio dettato dalle linee guida del FinCEN del 2019: gli sviluppatori e i fornitori di infrastruttura che non prendono la custodia o il controllo dei fondi degli utenti non sono considerati money transmitter secondo la legge federale.
Scrivere software open-source, gestire un nodo o validare transazioni non comporterebbe quindi obblighi in base al Bank Secrecy Act.
Oltre 60 CEO e fondatori del settore, tra cui dirigenti di Coinbase, Uniswap, Kraken, a16z crypto e Paradigm, hanno firmato una lettera rivolta ai leader del Senato a giugno, chiedendo all’intero Senato di approvare il disegno di legge mantenendo intatte le protezioni per gli sviluppatori e definendo la Sezione 604 come una condizione irrinunciabile per il loro supporto.









