Jim Cramer ha lanciato una frecciata pungente sui social media, insinuando che Michael Saylor abbia “ucciso Bitcoin” mentre Strategy si trova a navigare in un mare di FUD riguardante contemporaneamente le sue azioni, le azioni privilegiate e la posizione in tesoreria.
Spieghiamo in dettaglio cosa ha detto Cramer, la piccola vendita di Bitcoin che ha generato tutto questo rumore e perché ora MSTR e STRC stanno lanciando veri segnali di stress.
Perché Cramer ha appena preso di mira Michael Saylor e MicroStrategy
Strategy è la società di tesoreria in Bitcoin precedentemente nota come MicroStrategy. Detiene più di 843.000 BTC, diventando così il più grande detentore aziendale di Bitcoin. Il commento del presentatore di CNBC “chi ha ucciso Bitcoin?” è visto da molti come un attacco al metodo di accumulazione di Saylor.
La tempistica ha amplificato il FUD. Questa settimana, Strategy ha comunicato di aver venduto 32 BTC per la prima volta dal 2022, generando circa 2,5 milioni di dollari per contribuire a finanziare i dividendi delle sue azioni privilegiate.
Anche se la vendita rappresenta solo una piccola frazione delle riserve totali, ha segnato uno strappo rispetto all’approccio collaudato di non vendere mai. Questo cambio simbolico ha fatto scattare un’ondata di scrutinio da parte dei media crypto e dei commentatori finanziari di Wall Street praticamente da un giorno all’altro.
BeInCrypto ha riportato che Saylor ha ammesso come la recente vendita di Bitcoin sia dovuta a una rotazione dei capitali verso l’AI e non a una debolezza fondamentale di BTC, evidenziando circa 4 miliardi di dollari di deflussi dagli ETF su Bitcoin dal 14 maggio.
La provocazione di Cramer ha colpito nel segno nel settore crypto. Saylor raccoglie infatti una comunità di sostenitori molto fedeli per la sua difesa massimalista di Bitcoin, e il veterano dei mercati vanta una lunga storia di posizioni contrarian che sfidano la tesi di investimento generale del settore crypto.
I sostenitori ribattono che la recente vendita sia trascurabile e guidata dalla necessità di liquidità. I critici, invece, sottolineano come la scommessa di Strategy su Bitcoin abbia in realtà performato peggio rispetto all’S&P500 sullo stesso arco temporale, riaccendendo il dibattito.
Perché MSTR e STRC stanno mostrando veri segnali di stress
Il sentiment degli investitori è rapidamente peggiorato su tutto il capitale di Strategy. Le azioni MSTR hanno subito un netto ritracciamento dai massimi precedenti, riflettendo il forte legame dell’azienda con l’andamento quotidiano del prezzo di Bitcoin sui mercati globali.
Anche il titolo privilegiato perpetuo a tasso variabile STRC è sceso sotto quota $95. Gli investitori a caccia di rendimento stanno riconsiderando la loro esposizione dato che la volatilità delle riserve crypto sottostanti mette alla prova il meccanismo di stabilità ideato per mantenere STRC vicino alla pari.
Il modello strutturale viene messo alla prova dallo stress test in tempo reale. Strategy utilizza emissioni di azioni e strumenti strutturati come STRC per accumulare Bitcoin, un modello che ha permesso forti rialzi nelle fasi di bull run, ma che ora accentua le perdite in periodi di fuga dal rischio.
Il modello delle azioni privilegiate punta a offrire alti rendimenti con meccanismi pensati per mantenere il prezzo intorno ai $100. Tuttavia, questo equilibrio diventa più difficile da gestire quando Bitcoin viene scambiato ben al di sotto del prezzo medio di acquisto di Strategy.
Saylor e l’azienda hanno ribadito la volontà di proseguire con la strategia di tesoreria. Vedono le fasi di calo come temporanee, ma la combinazione di perdite non realizzate, della prima vendita simbolica, dello scetticismo di Cramer e della debolezza di STRC ha generato un potente mix di FUD.
Ora tutti gli occhi sono puntati sul fatto che il metodo ad alta convinzione di Strategy possa reggere a una volatilità prolungata. Nel mondo in crescita delle aziende con bilancio in Bitcoin, anche le mosse più piccole attirano oggi un’attenzione fuori misura da ogni area di mercato.





