L’inflazione USA rallenta nettamente a novembre, il CPI sotto le previsioni

  • L’indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense è aumentato del 2,7% su base annua, ben al di sotto della previsione di mercato del 3,1%.
  • Anche il Core CPI è risultato inferiore alle aspettative, alleggerendo la pressione sulla Federal Reserve.
  • Un’inflazione più moderata rafforza le aspettative di tagli dei tassi e migliora il sentiment nel breve termine per il settore crypto.
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L’inflazione negli Stati Uniti è rallentata più del previsto a novembre, sorprendendo verso il basso in modo netto e potenzialmente ridefinendo le aspettative dei mercati e della Federal Reserve nel breve periodo. Secondo i nuovi dati pubblicati il 18 dicembre, l’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) principale è aumentato del 2,7% su base annua, ben al di sotto delle attese del mercato pari al 3,1%.

Nel frattempo, il CPI core, che esclude alimentari ed energia, è salito del 2,6% su base annua, anch’esso al di sotto delle previsioni che lo vedevano al 3%. Questi dati certificano un rallentamento significativo delle pressioni sui prezzi e indicano che il momentum della disinflazione si è rafforzato, avviandosi verso la fine del 2025.

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Questo è un segnale rialzista per i mercati crypto?

Questi valori inferiori alle aspettative rafforzano l’idea che l’inflazione si stia raffreddando più velocemente di quanto stimato da politici e mercati solo poche settimane fa. L’inflazione core, attentamente monitorata dalla Federal Reserve, ora si trova ben al di sotto del 3%—un livello che non si vedeva da prima della nuova accelerazione dell’inflazione all’inizio di quest’anno.

Questi dati indeboliscono così la necessità di mantenere una politica monetaria restrittiva per un periodo prolungato e aumentano le aspettative che la Fed possa diventare accomodante prima rispetto a quanto ipotizzato finora.

I mercati, quindi, probabilmente interpreteranno questi dati come a favore di un taglio dei tassi, soprattutto per l’inizio del 2026. Un’inflazione più bassa riduce la pressione sui rendimenti reali e sul dollaro—i due principali ostacoli per gli asset di rischio negli ultimi mesi.

I mercati del rischio—tra cui azioni e crypto—erano già posizionati in modo prudente prima della pubblicazione dei dati, il che lascia spazio a forti riprezzamenti mentre i trader analizzano i risultati.

Bitcoin e il mercato crypto più ampio sono entrati nel rilascio del CPI in una fase di consolidamento, con i trader pronti a gestire volatilità. Una sorpresa ribassista sull’inflazione di norma rappresenta un vento macro favorevole per le crypto, poiché aspettative d’inflazione in calo migliorano la liquidità e la propensione al rischio.

Ora il movimento del prezzo a breve termine dipenderà dalla rapidità con cui il mercato aggiornerà le aspettative sulle decisioni della Fed e dall’eventuale arrivo di acquisti dopo la reazione iniziale.

Cosa succederà adesso? L’attenzione si sposterà su:

  • Aggiornamenti sulle probabilità di taglio dei tassi da parte della Fed
  • Reazioni dei rendimenti dei titoli di stato USA
  • Forza o debolezza del dollaro
  • Andamento degli asset di rischio verso la fine dell’anno

Per ora, il report CPI di novembre consegna un messaggio chiaro: l’inflazione si è raffreddata più rapidamente del previsto e i mercati dovranno adattarsi velocemente.


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