Il Presidente Donald Trump ha utilizzato il suo ultimo discorso al Congresso martedì per mescolare affermazioni di politica, attacchi politici e messaggi in stile campagna elettorale. Dazi, immigrazione, politica estera su Iran ed etica al Congresso sono stati tra i temi più rilevanti.
Ha mescolato affermazioni di politica con storie toccanti di ospiti. Ha anche attaccato direttamente i Democratici e difeso la sua agenda sui dazi dopo una recente battuta d’arresto subita alla Corte Suprema.
I dazi di Trump continueranno nonostante la battuta d’arresto della Corte Suprema
Il tema più importante del discorso è stato il tentativo di Trump di presentare una sconfitta legale sui dazi come un ostacolo temporaneo. Ha definito la sentenza della Corte “sfortunata”.
Il presidente ha anche affermato che gli accordi commerciali esistenti rimarranno in vigore e ha promesso di usare “statuti legali alternativi” per mantenere i dazi centrali nella politica americana.
Questo è rilevante perché i dazi sono ormai diventati uno strumento fondamentale nella sua strategia economica e di politica estera, incluso come leva nelle trattative.
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Trump ha insistito molto sulla narrazione di una completa ripresa economica, citando inflazione più bassa, benzina meno costosa, aumento dei posti di lavoro e guadagni sui mercati azionari.
Ha presentato queste affermazioni come prova che le sue politiche hanno invertito quella che definisce una crisi ereditata dall’amministrazione Biden.
In particolare, il POTUS ha esordito con: “La nostra nazione è tornata: più grande, migliore, più ricca e più forte che mai” e mantiene questo tono per quasi tutta la durata del discorso.
Si tratta di una strategia politica che prosegue da tempo, collegando direttamente prezzi al consumo, mercati e occupazione alla leadership presidenziale.
Tolleranza zero sulla questione immigrazione
Immigrazione e criminalità hanno dominato i momenti più accesi del discorso. Trump ha evidenziato il controllo del confine, le deportazioni e nuove proposte.
In particolare, ha chiesto con forza l’approvazione della “Dalilah law” per impedire agli stati di rilasciare patenti di guida commerciali a immigrati senza documenti.
Ha anche rinnovato l’invito a porre fine alle politiche delle città santuario e a rafforzare le regole sul voto, fondendo il tema della lotta all’immigrazione clandestina con quello della sicurezza delle elezioni.
Alzarsi e sedersi, dramma politico in diretta
Nel frattempo, Trump ha trasformato la camera in un vero e proprio palcoscenico politico, chiedendo più volte ai legislatori di alzarsi per alcune posizioni e criticando chi non lo faceva.
Questa tattica ha trasformato applausi e silenzi in parte del messaggio, offrendo anche momenti pronti per la televisione e per i social, specialmente su immigrazione e regole sul voto.
Posizione più morbida sull’Iran?
Trump ha dedicato ampio spazio alla politica estera e alla sicurezza nazionale. Ha rivendicato progressi su vari conflitti, descrivendo gli sforzi in corso su Russia e Ucraina.
Nel frattempo, il presidente è tornato su un messaggio duro sull’Iran, sostenendo di preferire la diplomazia ma di non essere disposto a permettere a Teheran di ottenere un’arma nucleare.
Il personal branding di Trump in piena mostra
Infine, Trump ha saputo fondere il ruolo di amministratore con la costruzione di un marchio personale in modo fuori dal comune, promuovendo “Trump Accounts” e “TrumpRX” mentre parlava di sgravi fiscali e prezzi dei farmaci. Ha anche collegato molti argomenti di politica agli ospiti in galleria, da lavoratori e genitori a personale militare.
Questo formato gli ha permesso di trasformare tesi politiche complesse o controverse in storie semplici e ad alto impatto emotivo.
Nel complesso, il discorso ha avuto più il tono di un intervento da campagna elettorale che quello di un tradizionale intervento legislativo: in parte programma politico, in parte contrapposizione di partito, in parte vero e proprio teatro politico in prima serata.