Goldman Sachs, Barclays e Jefferies hanno tagliato i price target su Robinhood Markets (HOOD) giovedì, a poche ore di distanza dall’annuncio con cui l’exchange quotato al Nasdaq ha superato le stime su ricavi e utili del secondo trimestre. Ad inizio luglio, sia Goldman che Jefferies avevano alzato i rispettivi target fino a 137 dollari.
Tutte e tre le società mantengono giudizi rialzisti. Il cambio di prospettiva riguarda i tempi, non l’esecuzione. Gli analisti ora si aspettano che sia l’attuale attività di trading di Robinhood, e non i nuovi prodotti, a sostenere la crescita fino al 2027.
Perché gli analisti hanno tagliato i price target di Robinhood dopo aver superato le aspettative sugli utili?
Goldman Sachs ha portato il target a 118 dollari. Jefferies è scesa a 127 dollari. Barclays ha tagliato più a fondo, fino a 105 dollari.
| Società | Nuovo target | Precedente | Rating | Variazione |
|---|---|---|---|---|
| Barclays | $105 | $122 | Overweight | -14% |
| Goldman Sachs | $118 | $137 | Buy | -14% |
| Needham | $120 | $123 | Buy | -2% |
| Jefferies | $127 | $137 | Buy | -7% |
A colpire è la traiettoria a doppio senso. Jefferies aveva alzato il target da 94 a 137 dollari l’8 luglio. Goldman aveva raggiunto i 137 dollari a metà luglio. Entrambi hanno annullato quell’ottimismo nel giro di un mese.
Non tutti hanno fatto marcia indietro. Piper Sandler ha mantenuto il target a 135 dollari e BTIG ha confermato i 125 dollari. Bernstein, con un target fissato il 20 luglio a 160 dollari, resta al valore più alto tra i 28 analisti che coprono il titolo.
Perché è importante per il titolo HOOD
Robinhood ha battuto le stime, ma non è riuscita comunque a mantenere un trend rialzista. Questo comportamento non è nuovo, ma ormai consolidato.
Nel novembre del 2025, Robinhood ha superato le stime sia su ricavi che utili, ma il titolo è sceso del 10,8% nella sessione successiva. HOOD è stato scambiato per circa 89,67 dollari nella mattinata di giovedì, circa il 42% sotto il massimo storico di ottobre 2025.
Barclays delinea chiaramente il tetto massimo. Secondo la valutazione, saranno i business esistenti a trainare la crescita nel breve periodo, mentre le nuove scommesse impiegheranno anni prima di avere un impatto significativo sui ricavi.
Il titolo HOOD di Robinhood cede quasi il 2% in apertura, e al momento viene scambiato a 88,06 dollari.
Cosa mostra davvero il documento del secondo trimestre di Robinhood
I ricavi sono aumentati del 32% fino a un record di 1,31 miliardi di dollari, secondo la relazione della società. L’utile per azione diluito ha raggiunto 0,62 dollari, in crescita del 48%. L’EBITDA rettificato si attesta a 741 milioni di dollari.
La qualità degli utili è però meno robusta di quanto sembra dal titolo. Circa 0,14 dollari di EPS derivano da guadagni straordinari, principalmente dalla deconsolidazione di Robinhood Ventures Fund I.
La parte debole rimane la crypto. I ricavi crypto di Robinhood hanno battuto il consenso attestandosi a 100 milioni di dollari, ma sono comunque scesi del 38% rispetto ai 160 milioni di dollari dell’anno precedente.
Questa voce pesa ora per l’8% dei ricavi netti, in calo dal 16%. Il 10-Q attribuisce il calo a tassi inferiori dei rebate dei market maker e a un calo del 16% nel numero di utenti che effettuano operazioni crypto.
Cosa tenere d’occhio nei prossimi 30 giorni
A luglio, i nuovi asset netti stanno convergendo verso i 4 miliardi di dollari, un dato debole dopo l’andamento positivo di giugno.
I costi bilanciano la situazione. Robinhood ha tagliato il 10% del personale a giugno e ha abbassato la guidance delle spese per il 2026 a un range compreso tra 2,675 miliardi e 2,775 miliardi di dollari.
Anche Robinhood guida per numero di detentori le azioni tokenizzate, ma resta indietro per volumi di capitale investito, ossia proprio il gap su cui si basa la valutazione di Barclays.
Con il target di consenso vicino a 122 dollari e il prezzo del titolo sotto i 90 dollari, la vera domanda è se prediction market e asset tokenizzati scaleranno prima che questo divario si chiuda da solo.









