L’economia della Corea del Sud sta vivendo un boom grazie alla domanda di chip per l’intelligenza artificiale (AI), con il PIL nominale che è cresciuto del 21,9% nella prima metà del 2026.
Quasi il 70% di questa espansione deriva esclusivamente dai semiconduttori.
Come il boom dei chip AI sta alimentando la Corea del Sud
Il KOSPI è l’indice azionario di riferimento della Corea del Sud, dominato dai giganti dei semiconduttori Samsung Electronics e SK Hynix. Entrambe le aziende ora concentrano quasi la metà della loro capitalizzazione di mercato e la maggior parte della crescita degli utili nei primi sei mesi del 2026.
La Banca di Corea conferma un livello di ricavi da chip che non si vedeva dagli anni ’70. In alcuni mesi del 2026, le esportazioni di semiconduttori superano il 40% del totale delle esportazioni del Paese. Le previsioni di crescita reale del PIL sono state riviste al rialzo al 3,3%-3,5% per l’anno.
La domanda globale per memorie ad alta larghezza di banda (HBM) e chip DRAM avanzati è il fattore diretto che ha innescato il rally. Nvidia, AMD, Microsoft, Google, Amazon, Meta e Oracle dipendono tutte da Samsung e SK Hynix per la memoria degli acceleratori AI. Insieme a Micron, sono le uniche fornitrici globali di questi chip avanzati su larga scala.
Il rally ha anche trasformato la struttura di mercato nell’intera regione. Secondo il report della Banca di Corea pubblicato questa settimana, gli ETF a leva quotati a Hong Kong che replicano grandi nomi tecnologici coreani sono aumentati di oltre 20 volte solo nella prima metà del 2026.
Cosa succede se il ciclo dei chip AI si interrompe?
L’analista David K. Williams ha descritto questa concentrazione in modo diretto dopo il report della Banca di Corea. Il volume degli scambi è diventato così importante che la banca centrale lo tratta come una questione di stabilità finanziaria, non semplicemente come un rally azionario sostenuto da solidi fondamentali.
Un rallentamento della spesa globale per le infrastrutture AI previsto per il 2027 o il 2028 colpirebbe potenzialmente in modo sistemico l’economia coreana. La crescente concorrenza della Cina nei chip di memoria potrebbe aggravare ulteriormente i danni. L’esposizione si diffonde su tutta la catena di approvvigionamento, nei mercati finanziari e sulla ricchezza dei consumatori in tutto il Paese.
La Banca di Corea già segnala segnali di finanziamenti ai fornitori simili a quelli dell’era dot-com. L’eccesso di liquidità sta affluendo nel settore immobiliare e nei prodotti a leva, facendo aumentare il rischio di una bolla. Manifattura tradizionale, occupazione giovanile e domanda interna restano deboli mentre i chip dominano la scena.
I problemi strutturali aggravano la sfida per il Paese nel medio termine. La Corea del Sud ha il tasso di fertilità più basso al mondo, vicino a 0,7, e una popolazione che invecchia. L’indebitamento delle famiglie resta elevato e shock esterni come il petrolio sopra i 100 dollari o le tensioni commerciali aumenterebbero ulteriormente la vulnerabilità.
I mercati globali sentirebbero immediatamente lo shock se la produzione coreana dovesse subire battute d’arresto. I prezzi delle azioni di Nvidia e AMD seguono quelli della produzione di chip coreana. I fondi tematici AI e gli indici dei semiconduttori dovrebbero rapidamente essere rivalutati. Una rapida accelerazione della produzione cinese di memorie potrebbe ridisegnare in breve tempo tutta la catena di approvvigionamento.









