L’S&P 500 ha chiuso in leggero calo nonostante i risultati favorevoli di NVIDIA, che ha superato agevolmente le aspettative del mercato, mentre l’inflazione core PCE è rimasta stabile a luglio.
La sessione cash si era chiusa quasi invariata qualche ora prima, a 7.675,70 punti, in attesa della relazione trimestrale.
Il percorso cauto dell’S&P 500 verso le trimestrali
NVIDIA rappresenta la quota di mercato più elevata tra tutte le aziende dell’S&P 500, rendendo la sua relazione trimestrale uno degli eventi più significativi per l’indice ogni anno. Questa influenza fuori dal comune spiega perché il benchmark abbia passato la sessione di mercoledì oscillando in un range stretto e incerto.
L’indice martedì era salito dello 0,32% a 7.677,28, segnando la terza seduta positiva consecutiva, grazie al calo dei rendimenti dei Treasury che ha favorito in generale le azioni tecnologiche.
Quello slancio si è arrestato mercoledì, con i futures che sono scesi lievemente nelle ore precedenti la pubblicazione dei dati, mentre gli investitori riflettevano sui dati dell’inflazione mattutina e si posizionavano in modo difensivo in vista della trimestrale.
L’indice core della spesa per consumi personali, la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve, è aumentato dello 0,2% su base mensile e del 3,3% su base annua a luglio, esattamente in linea con le aspettative degli economisti. Questa lettura non ha fornito alla Fed nuovi segnali per irrigidire la politica monetaria, pur lasciando intatta l’incertezza generale che grava sull’indice.
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Il dato generale è risultato leggermente più elevato. Il PCE totale è aumentato dello 0,2% su base mensile e del 3,7% su base annua, entrambe le misurazioni superiori di 0,1 punti percentuali rispetto alle previsioni, lasciando irrisolta la questione del taglio dei tassi proprio mentre NVIDIA si preparava a presentare i dati.
Il rendimento dei Treasury trentennali aveva raggiunto, la settimana precedente, livelli che non si vedevano da quasi vent’anni, e due giorni di calo dei rendimenti avevano aiutato le azioni tech a recuperare parte delle perdite. Il report sull’inflazione da solo non è bastato a invertire questa pressione di fondo, lasciando l’S&P 500 vulnerabile a eventuali delusioni dall’atteso evento della giornata.
NVIDIA supera le aspettative, ma il mercato non festeggia
NVIDIA (NVDA) ha chiuso la sessione regolare a $209,66, in calo dell’1,59% rispetto alla chiusura precedente, secondo i dati di TradingView. Nel trading after-hours, però, il titolo è balzato a $218,72, in rialzo del 4,32%, mentre il mercato valutava una trimestrale che ha ampiamente superato le stime degli analisti.
NVIDIA ha riportato ricavi per 96,2 miliardi di dollari, nettamente superiori ai circa 92 miliardi di dollari previsti dal consenso e in crescita del 106% su base annua. L’utile per azione si è attestato a $2,22, ben oltre la stima di $2,09 e più che raddoppiando il valore di $1,05 dell’anno precedente.
Il margine lordo è stato del 75%, ma la società prevede un lieve calo al 74% per il prossimo trimestre. I ricavi da hyperscaler sono più che raddoppiati a 48,7 miliardi di dollari, mentre il segmento AI cloud, industriale e enterprise ha aggiunto 40,3 miliardi di dollari, in aumento del 138%.
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Il CEO Jensen Huang ha spiegato in dettaglio che la domanda sta accelerando, affermando che l’intelligenza artificiale ha raggiunto il suo punto di svolta e che ora il calcolo genera ricavi concreti. Nonostante questo tono ottimista, i futures sull’S&P 500 hanno mostrato una certa esitazione iniziale, mentre gli investitori valutavano la trimestrale confrontandola con le preoccupazioni su una valutazione dell’indice fortemente condizionata dai titoli collegati all’AI.
Questa reazione non è del tutto insolita. NVIDIA da diversi trimestri, anche superando le stime di Wall Street, fatica a mantenere i guadagni, poiché il mercato esige indicazioni sempre più ambiziose per giustificare la sua valutazione. Finora, nel 2026, la società ha registrato aumenti solo modesti, ben inferiori al ritmo degli anni precedenti.
Ora il discorso del presidente della Fed Kevin Warsh a Jackson Hole di venerdì si profila come il prossimo importante motore dei mercati.









