Charles Schwab mantiene una posizione neutrale sulle azioni. L’azienda, secondo la chief investment strategist Liz Ann Sonders, preferisce le materie prime rispetto ad azioni e obbligazioni.
Sonders ha espresso queste opinioni in una recente intervista, criticando quelli che definisce consigli “preconfezionati” sulla composizione del portafoglio. Ha spiegato in dettaglio che l’allocazione dovrebbe dipendere dall’orizzonte temporale di ogni investitore, dalla tolleranza al rischio, dal bisogno di generare reddito e dagli obiettivi complessivi.
Nessun Portafoglio Universale
“In realtà mi fa un po’ impazzire quando la gente dà una risposta standard a questa domanda,” ha detto Sonders. “Non esiste un’unica asset allocation che abbia senso in questo momento.”
Schwab gestisce 13.400 miliardi di dollari di asset dei clienti e Sonders ha indicato questa scala come dimostrazione che non può esserci una sola risposta giusta per ogni cliente.
Rispondeva a una domanda sul classico portafoglio 60/40, cioè un mix di 60% azioni e 40% obbligazioni. Altri strategist hanno invece proposto di riservare una quota maggiore alle materie prime.
Preferenza per le Materie Prime Rispetto alle Obbligazioni
Sonders ha affermato che Schwab è meno favorevole sul reddito fisso. L’azienda mostra invece maggiore favore per le materie prime: una posizione che riflette un allontanamento più ampio dal tradizionale mix 60/40.
“Siamo neutrali sulle azioni, che non è una posizione ribassista,” ha aggiunto. Si tratta semplicemente della strategia di allocazione di Schwab sul lungo periodo, non di un invito a vendere azioni.
I fondi legati all’oro hanno registrato afflussi per 18 miliardi di dollari nel solo mese di agosto. Si tratta del secondo maggiore afflusso mensile mai registrato, portando le detenzioni complessive al massimo storico.
Il dato proviene dal World Gold Council, un’associazione di settore che monitora la domanda globale di oro, citato in un recente report sul boom degli ETF sull’oro.
Una ripartizione suggerita da altri strategist è il mix 60/20/20, con un quinto del portafoglio in materie prime. Sonders ha preferito non sostenere alcuna percentuale fissa.
Ha sottolineato, invece, che le percentuali corrette dipendono dagli obiettivi dell’investitore, dal suo orizzonte temporale e dalle esigenze di reddito. L’intervistatore ha aggiunto che anche età e profilo dell’investitore sono fattori altrettanto importanti.
Il dibattito sulla diversificazione tra azioni e obbligazioni è tutt’altro che concluso. L’efficacia della maggiore esposizione alle materie prime suggerita da Schwab potrebbe dipendere dal ciclo in corso per oro e altri real asset, che continuerà a svilupparsi nei prossimi mesi.









