Ritorno delle ICO? La SEC vuole che la raccolta fondi tramite token sfugga allo status di titolo

  • Le nuove esenzioni della SEC ricordano le ICO precedenti al 2017, consentendo ai progetti di raccogliere fino a 75 milioni di dollari.
  • Un porto sicuro permette ai token di uscire dallo status di strumenti finanziari una volta che sono stati soddisfatti gli obblighi previsti.
  • Gli analisti lo definiscono un upgrade delle ICO, non un vero e proprio framework di azioni onchain.
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La Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense ha proposto un nuovo quadro normativo che consentirebbe ai progetti crypto di raccogliere fondi senza una registrazione completa come titoli, segnando quello che alcuni nel settore già definiscono il ritorno delle ICO, il modello di vendita di token praticamente scomparso dopo il 2017.

La commissaria Hester Peirce, il cui safe harbor proposto nel 2020 ha contribuito a definire la regola, ha spiegato che il piano offre agli imprenditori una strada alternativa rispetto a quello che definisce come un insieme di regole poco adatte al settore, applicate ormai da anni.

Cosa prevedono le esenzioni

La Regulation Crypto Assets crea due soluzioni alternative alla registrazione completa. I progetti più piccoli possono beneficiare di un’esenzione per startup, con un tetto massimo di raccolta pari a 5 milioni di dollari in quattro anni, senza requisiti per investitori accreditati né limiti agli acquisti individuali.

Le raccolte più consistenti ricadono sotto un’esenzione per la raccolta fondi fino a 75 milioni di dollari all’anno; tuttavia, gli emittenti devono presentare bilanci certificati e aggiornare costantemente la documentazione una volta superata tale soglia. In entrambi i casi valgono sempre le regole standard della SEC contro frodi e manipolazioni.

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La proposta si basa su un’interpretazione pubblicata a marzo congiuntamente dalla SEC e dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), che spiegava in dettaglio quando un token può smettere di essere legato a un contratto di investimento, la struttura legale con cui le autorità classificano un token come titolo.

Il ritorno delle ICO

Le Initial Coin Offering (ICO), la “febbre” di vendita di token del 2017, crollarono quando la SEC iniziò a trattarle come offerte di titoli non registrate, procedendo con azioni legali. Di conseguenza, in assenza di una via legale “onshore”, i team hanno trascorso anni a tentare soluzioni alternative: creando fondazioni offshore, limitando la vendita a residenti fuori dagli USA, organizzando round riservati solo a investitori accreditati con la Regulation D, oppure mascherando le distribuzioni di token come airdrop e programmi a punti.

La Regulation Crypto Assets è la prima regola che offre a questi team una via legale per vendere di nuovo token onshore. In particolare, la corsia da 5 milioni di dollari per startup elimina la barriera dell’investitore accreditato che ha caratterizzato la raccolta fondi crypto negli USA negli ultimi otto anni, riprendendo in modo strutturale ciò che le ICO del 2017 avevano tentato di realizzare prima dell’intervento dei regolatori.

Cosa cambia stavolta

A differenza del caos privo di trasparenza del 2017, chi raccoglie fondi con entrambe le esenzioni dovrà comunque fornire agli investitori informative basate su principi, mentre la fascia superiore richiede la presentazione di bilanci certificati, cosa che la maggior parte dei progetti dell’epoca ICO non prevedeva.

La regola eliminerebbe inoltre la necessità di registrazione statale come titolo per le offerte che rispettano i criteri, ma non arriva a proporre un quadro separato per i “tokenized securities”, come chiesto da alcuni nel settore, elemento che non era incluso nella proposta di martedì.

Il momento in cui arriva la proposta aggiunge ulteriore pressione. I legislatori sono infatti andati in pausa estiva senza votare il bloccato CLARITY Act, una legge che dividerebbe la vigilanza sulle crypto tra la SEC e la CFTC, lasciando così l’agenzia libera di procedere con la regolamentazione per conto proprio.

Peirce ha definito la proposta come un passo nell’ambito di un percorso più lungo e ha invitato a fornire feedback durante la finestra di commenti di 60 giorni, in particolare su come i token potrebbero funzionare maggiormente come azioni, permettendo ai detentori di partecipare alla crescita di una rete. Se ci sarà davvero una nuova ondata in stile ICO dipenderà anche dalle altcoin più pronte a beneficiare delle nuove regole.


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