Bitcoin ha chiuso una settimana volatile con un netto recupero dopo che segnali di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran hanno allentato parte della pressione sui mercati globali. Il rimbalzo è arrivato dopo diversi giorni di vendite spinte da commenti hawkish della Federal Reserve, timori per shock petroliferi e debole propensione al rischio.
Allo stesso tempo, anche i trader crypto si sono spostati su alcuni temi selezionati delle altcoin. I token AI, le privacy coin e i progetti blockchain istituzionali hanno attirato l’attenzione, mentre Cardano ha affrontato una lotta di governance riguardo al finanziamento della ricerca.
Le speranze di un accordo di pace tra USA e Iran aiutano Bitcoin a recuperare
Bitcoin si è ripresa dai minimi di un mese dopo che il Presidente Donald Trump ha dichiarato che un memorandum di pace tra Stati Uniti e Iran era stato in gran parte negoziato. Il commento ha contribuito a calmare i mercati dopo giorni di preoccupazione per un conflitto più ampio in Medio Oriente.
BTC è tornato verso quota $77.000 mentre i trader sono rientrati sugli asset a rischio. Anche le AI e le privacy coin sono salite, con NEAR, Worldcoin, Zcash, ONDO, Morpho e Hyperliquid tra le migliori performance.
Il recupero ha mostrato quanto le crypto siano ancora legate al rischio geopolitico. Un accordo definitivo richiederebbe comunque condizioni più chiare su sanzioni, Stretto di Hormuz e programma nucleare iraniano.
Bitcoin scende dopo che Waller segnala una Fed ancora hawkish
All’inizio della settimana, Bitcoin è scesa sotto quota $77.000 dopo che il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha avvertito che ulteriori rialzi dei tassi non sono da escludere se l’inflazione dovesse restare elevata.
I mercati hanno reagito subito. I trader hanno iniziato a prezzare la possibilità di un rialzo di 25 punti base entro ottobre 2026, pressione che si è riversata sugli asset rischiosi.
La dinamica ha ricalcato uno schema ben noto. Rendimenti reali più alti e un dollaro più forte tendono a pesare su Bitcoin, soprattutto quando gli investitori devono già affrontare una fiducia dei consumatori debole e rischi crescenti sui prezzi dell’energia.
Grayscale indica le altcoin vincenti dal CLARITY Act
Anche la chiarezza normativa ha influenzato la narrativa delle crypto di questa settimana. Grayscale ha indicato che Ethereum, Solana, BNB Chain e Canton Network potrebbero essere tra le maggiori vincitrici in caso di approvazione del CLARITY Act.
La società di asset management ha dichiarato che il capitale istituzionale si orienterà probabilmente dapprima verso le chain con forte attività nei token tokenizzati, stablecoin, DeFi e finanza regolamentata.
Ethereum e Solana rimangono candidate ovvie grazie a liquidità e profondità dello sviluppo. Canton si distingue invece per un altro motivo: è progettata per istituzioni finanziarie regolamentate ed è già collegata a grandi aziende tra cui DTCC, J.P. Morgan, HSBC e Visa.
SanDisk batte Bitcoin come miglior asset del 2026 finora
Al di fuori delle crypto, SanDisk è emersa come il bene più redditizio da inizio 2026. Il titolo è cresciuto del 509% tra il 1° gennaio e il 20 maggio, trainato dalla domanda di chip di memoria utilizzati nei data center AI.
Il rally ha mostrato come le infrastrutture AI continuino a spingere capitali sulle azioni tradizionali. Anche Seagate, Intel, il petrolio e il rame figurano tra i migliori asset dell’anno.
Bitcoin è apparsa più debole al confronto. L’asset ha segnato un calo su base annua di quasi il 23%, a dimostrazione che le crypto non hanno ancora guidato la bull run del rischio nel 2026.
Cardano affronta il voto sul finanziamento della ricerca
Cardano è finita sotto i riflettori dopo che Charles Hoskinson ha avvertito che la rete rischia di perdere scienziati chiave e capacità di ricerca se la proposta per finanziare la treasury con 32,9 milioni di ADA fallisse.
La proposta finanzia lavori su crittografia post-quantistica, zero-knowledge proofs, scalabilità e ricerca universitaria. Hoskinson ha sostenuto che questi ambiti sono centrali per la competitività a lungo termine di Cardano.
Tuttavia, l’opposizione resta forte. Al momento della pubblicazione, circa l’81% dello stake attivo di dRep era contrario alla proposta, ben lontano dalla soglia del 67% necessaria per l’approvazione.











