Il CEO di Nvidia Jensen Huang lancia un appello a OpenAI nel suo primo post su X (ex Twitter)

  • Jensen Huang ha sostenuto l’intelligenza artificiale open-weight nel suo primo post su ex Twitter.
  • Nvidia e 24 aziende hanno firmato una lettera contro i limiti sui modelli open.
  • Il piano sull’IA di Trump per il 2025 sosteneva i modelli open, ma ora Washington valuta delle restrizioni.
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Jensen Huang ha appena pubblicato il suo primo post su X (ex Twitter). Il CEO di Nvidia lo ha usato per difendere i modelli open e avvertire Washington contro il rischio di limitarli tramite regolamentazioni.

Huang si riferisce ai modelli di intelligenza artificiale (AI) open-weight e non all’omonima azienda OpenAI. Si tratta di modelli che chiunque può scaricare e riutilizzare gratuitamente.

Perché Nvidia sta difendendo i modelli open

Huang ha condiviso la lettera venerdì. Tra i 25 firmatari figurano anche Microsoft, Meta e Hugging Face.

Il gruppo definisce i modelli open fondamentali per la leadership americana nell’AI. Li paragonano al software open-source, che oggi alimenta gran parte di internet.

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Il tempismo è significativo. Circa un anno fa, il governo aveva sostenuto i modelli open nel proprio piano d’azione sull’AI. Li aveva perfino definiti una risorsa strategica per il Paese.

Attualmente, i funzionari stanno valutando restrizioni su Kimi K3 e su altri modelli cinesi. Kimi K3 è stato lanciato il 16 luglio da Moonshot AI (Cina). Con 2,8 trilioni di parametri, si colloca tra i migliori al mondo, siano essi open o closed.

La preoccupazione non è nuova. A gennaio 2025, un modello economico di DeepSeek (Cina) ha scosso Nvidia. Il colosso dei chip ha perso quasi 600 miliardi di dollari in un solo giorno. All’epoca fu un record.

La questione della sicurezza e dell’apertura

La lettera affronta anche il tema della sicurezza. I modelli open permettono a molti team di verificare il codice, evidenziare eventuali falle e correggerle velocemente. I modelli closed, invece, rimangono nelle mani di poche aziende, che il gruppo definisce un punto debole.

La lettera fa anche una distinzione importante: separa la distillazione dal furto. La distillazione consiste nell’addestrare un modello usando l’output di un altro; secondo il gruppo, si tratta di normale ricerca, non di furto.

La disputa è attualmente in corso. Michael Kratsios, consigliere della Casa Bianca, sostiene che Moonshot abbia copiato un modello statunitense per sviluppare Kimi K3.

Due grandi nomi però mancano all’appello. OpenAI e Anthropic non hanno firmato la lettera. Hanno invece avvertito Washington che modelli open cinesi troppo avanzati potrebbero essere rischiosi.

Il settore è dunque diviso su quanto open dovrebbe essere l’AI. Nel frattempo, i modelli cinesi superano già i rivali americani nell’uso quotidiano.

“I policymaker hanno ora un’importante opportunità di agire… mantenendo pluralismo all’avanguardia, evitando restrizioni premature sui modelli open che soffocherebbero la concorrenza o spingerebbero l’innovazione all’estero”, sostengono i firmatari nella loro lettera.

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Le prossime settimane ci diranno se Washington ascolterà.


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