Le equity tokenizzate potrebbero sostituire gran parte del sistema di trading di Wall Street, hanno spiegato due dirigenti a ETF Edge di CNBC. Uno si aspetta un’adozione rapida, mentre l’altro sostiene che ci vorrà tempo.
Nick Cherney guida l’innovazione presso la società di gestione patrimoniale Janus Henderson, mentre Gabor Gurbacs è fondatore e CEO della piattaforma di tokenizzazione Openassets. Entrambi hanno analizzato l’approvazione della SEC per il trading di azioni tokenizzate.
Cosa ha approvato la SEC sulle equity tokenizzate
Un’ordinanza della SEC del 17 settembre consente alle piattaforme basate su blockchain di scambiare versioni tokenizzate di azioni quotate negli Stati Uniti senza dover registrarsi come exchange. Ogni token deve garantire gli stessi diritti dell’azione tradizionale che rappresenta.
L’ordinanza limita il trading ai partecipanti approvati, imponendo dei limiti sui simboli e sul volume. L’esenzione avrà durata di cinque anni.
Gli emittenti hanno anche la possibilità di opporsi prima che le piattaforme realizzino il listing di token creati da società esterne. Cherney ha sottolineato la portata limitata del provvedimento e la forte attenzione all’infrastruttura di trading.
Gli investitori potrebbero vedere pochi cambiamenti all’inizio
Secondo Gurbacs, l’acquisto di un’azione oggi coinvolge circa nove intermediari. Si aspetta che la tokenizzazione ne elimini sei o sette. Le nuove regole sui transfer agent, che regolano chi può registrare la proprietà delle azioni, rendono possibile questo cambiamento.
Tuttavia, secondo Gurbacs, per gli investitori l’esperienza resterà simile, anche se cambieranno le modalità di regolamento e i costi sottostanti. Cherney è d’accordo sul fatto che l’attuale modello di brokeraggio possa spostarsi su blockchain senza grandi differenze visibili.
Secondo Cherney, tuttavia, i soli risparmi sui costi non basteranno a spingere l’adozione, poiché i mercati statunitensi sono già efficienti. Ha proposto invece nuovi possibili utilizzi, come il pagamento dell’affitto con un fondo S&P 500.
Cherney, comunque, è stato chiaro riguardo la destinazione finale.
“Lo consideriamo inevitabile”
Così ha dichiarato Nick Cherney, Head of Innovation di Janus Henderson, a CNBC.
Le dimensioni mostrano quanto questa svolta sia appena agli inizi
Tuttavia, il fondo tokenizzato di maggior successo di Janus Henderson, venduto offshore a investitori istituzionali, ha raggiunto valori tra 500 milioni e 1 miliardo di dollari. L’ETF di punta della società gestisce invece circa 30 miliardi di dollari, secondo Cherney.
Per fare un confronto, Gurbacs ha spiegato che a livello globale gli ETF arrivano a circa 24.000 miliardi di dollari, mentre gli asset tokenizzati, stablecoin incluse, restano sotto i 500 miliardi di dollari.
Dunque, la risposta alla domanda del titolo sembra essere sì, ma per gradi. L’esenzione di cinque anni potrà mostrare se anche gli investitori statunitensi seguiranno i circa 200 istituti che già utilizzano i fondi tokenizzati di Janus Henderson.









