Michael Burry ha acquistato opzioni call Nvidia (NVDA) con scadenza dicembre prima dei risultati trimestrali da record della società, pur avendo aumentato la sua posizione short già esistente sul titolo. Ha descritto le call come una copertura, non una scommessa sui guadagni.
L’investitore noto per “The Big Short” ha reso pubblica questa decisione su Substack, dove ha anche rivelato nuove posizioni short su Oracle (ORCL), Palantir (PLTR), Nebius (NBIS) e Caterpillar (CAT). La sua posizione short totale su azioni ora supera il 21% del suo portafoglio, escludendo le put.
Una copertura, non un’inversione
Burry ha fissato gli strike delle call tra i 200 e i 299 dollari, pagando un premio a una cifra per contratto. Ha dichiarato che questo costo è interamente compensato dalla sua esposizione short e put già esistente, che rappresenta tra il 3,5% e il 4% del suo portafoglio.
“Non sto puntando ai guadagni in questa operazione,” ha spiegato Burry. Ha aggiunto che non avrebbe eseguito questa operazione senza una posizione ribassista così ampia già in piedi. Ha usato questo approccio di copertura anche in occasione di risultati trimestrali precedenti, anche se ha ammesso che la sua performance in questo contesto è stata alterna.
La “earnings trap” di Nvidia in vista della trimestrale di mercoledì aveva già creato nervosismo tra i trader, con il titolo che aveva registrato sette sedute consecutive in calo.
Perché Burry vede ancora Nvidia come sopravvalutata
Burry ha definito ingannevole il basso rapporto prezzo/utili di Nvidia per una società che, a suo parere, gode di un potere di monopolio destinato a durare poco. Ha dichiarato che il suo valore teorico per il titolo si trova ben al di sotto delle attuali quotazioni.
Ha anche sostenuto che Nvidia destinerà più liquidità agli investimenti in capitale che ai rendimenti per gli azionisti, investendo “nella e attraverso la parte alta della bolla” in modo tale da poter causare in futuro forti riduzioni degli utili.
Questa posizione richiama la più ampia campagna di Burry contro la corsa all’AI, incluso il suo avvertimento in stile 1987 su un crollo all’inizio del mese.
Burry ha anche aumentato le posizioni long in Birkenstock (BIRK) e Freddie Mac (FMCC) questa settimana, definendo la partecipazione in Birkenstock una posizione completa.
Il titolo Nvidia è aumentato di oltre il 12% da inizio anno, considerando il rialzo registrato nelle ultime ore. Resta da vedere se la trimestrale di ieri darà ragione allo short di Burry o se, invece, gli farà registrare un’altra perdita sulla copertura.









