La Bank of Japan si prepara a mantenere il tasso di riferimento all’1% venerdì. Un intervento valutario confermato ha fatto balzare lo Yen giapponese (JPY) contro il Dollaro statunitense (USD), prima di invertire parzialmente la rotta.
Una fonte di mercato ha detto a Reuters che il Giappone ha effettuato durante la notte un intervento di acquisto di yen e vendita di dollari. Questa operazione ha tirato su la valuta da un minimo che non si vedeva da 40 anni, segnando il più importante rialzo giornaliero dal gennaio 2023.
Un rally dello yen già in fase di esaurimento
USD/JPY è precipitato da oltre 163 a sotto 158 giovedì. Nel trading di venerdì mattina la coppia è poi risalita a 160,175, mentre l’effetto dell’intervento iniziava a svanire.
Questa inversione mostra comunque quanto rapidamente i movimenti valutari possano perdere forza senza ulteriori segnali provenienti direttamente dalla banca centrale.
Rodrigo Catril, senior FX strategist presso National Australia Bank, ha affermato che il tempismo si adattava bene al dollaro più debole e a un sentiment di rischio più calmo in Giappone.
“Se vuoi intervenire, probabilmente è proprio un buon momento.”
Rodrigo Catril, National Australia Bank
La Bank of Japan ha alzato il proprio tasso di riferimento all’1% a giugno, il livello più alto degli ultimi 31 anni. Gli analisti si aspettano che la riunione di venerdì mantenga questo tasso, mantenendo però un tono aggressivo. Un sondaggio Reuters indica un ulteriore rialzo, all’1,25%, entro la fine dell’anno.
La pausa della Fed aumenta la pressione
La Federal Reserve ha confermato mercoledì il mantenimento dei tassi, quinta pausa consecutiva. I trader hanno messo in dubbio la determinazione della banca centrale sull’inflazione, indebolendo il dollaro in modo generalizzato. Questo rafforza la pressione su Kazuo Ueda, il governatore della Bank of Japan (BoJ), affinché adotti un tono convincente e aggressivo.
Secondo Reuters, il Dollar Index (DXY) è sceso dello 0,7% nella sessione precedente. L’indice era diretto verso un ribasso settimanale dell’1,5%.
Questa generalizzata debolezza del dollaro restringe il divario tra il tasso di riferimento della Fed e l’1% della BoJ. I trader sfruttano questo spread per finanziare il carry trade sullo yen, prendendo in prestito yen a basso costo per acquistare asset in dollari a rendimento più elevato.
Questa strategia funziona solo se il divario sui tassi rimane stabile e lo yen non si rafforza troppo velocemente. Un gap più stretto o uno yen più forte potrebbero infatti far saltare rapidamente queste operazioni, aggiungendo un ulteriore motivo per osservare attentamente il tono di Ueda.









