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Gli Stati Uniti sanzionano exchange crypto britannici a causa di problematiche legate all’Iran

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

01 febbraio 2026 22:14 CET
  • Gli Stati Uniti inseriscono nella lista nera due exchange di crypto britannici per presunti legami con l’IRGC iraniano
  • Quasi 1 miliardo di dollari in USDT collegati a reti iraniane sanzionate
  • L’OFAC cambia strategia sanzionando intere piattaforme crypto, non solo wallet
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Il Tesoro degli Stati Uniti ha adottato una misura senza precedenti, inserendo nella lista nera due exchange di criptovalute registrati nel Regno Unito per aver processato fondi collegati al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dell’Iran.

Si tratta della prima volta in cui intere piattaforme di asset digitali vengono sanzionate nell’ambito di misure finanziarie specifiche per l’Iran.

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Prima storica, interi exchange di criptovalute sanzionati per legami con l’IRGC iraniano

Il 30 gennaio 2026, l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) ha designato Zedcex Exchange Ltd. e Zedxion Exchange Ltd., citando il loro ruolo nell’aver facilitato quasi 1 miliardo di dollari in transazioni legate all’IRGC, principalmente attraverso Tether (USDT) sulla rete Tron.

Dalla sua registrazione nell’agosto 2022, Zedcex da sola ha processato oltre 94 miliardi di dollari di transazioni totali, evidenziando le dimensioni delle operazioni di questo exchange.

Secondo le fonti, gli exchange sono legati a Babak Morteza Zanjani, un imprenditore iraniano precedentemente condannato per aver sottratto miliardi alla Compagnia Nazionale Petrolifera iraniana.

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Le autorità del Tesoro affermano che, dopo che la condanna a morte di Zanjani è stata commutata nel 2024, egli ha ripreso le attività finanziarie per riciclare fondi a favore del regime iraniano e sostenere progetti collegati all’IRGC.

“Il Tesoro continuerà a colpire le reti iraniane e le élite corrotte che si arricchiscono a spese del popolo iraniano,” ha dichiarato il Segretario al Tesoro Scott Bessent. “Ciò include i tentativi del regime di sfruttare gli asset digitali per eludere le sanzioni e finanziare operazioni di criminalità informatica.”

Le sanzioni fanno parte di una più ampia stretta contro funzionari iraniani e reti accusate di reprimere con violenza i manifestanti. Tra i soggetti di alto profilo presi di mira figurano il Ministro dell’Interno Eskandar Momeni Kalagari e diversi comandanti dell’IRGC.

Stime indipendenti suggeriscono che fino a 30.000 manifestanti siano morti durante le recenti repressioni. Secondo alcune fonti, le autorità ricorrono a sepolture di massa e reti mediche clandestine per occultare il numero reale delle vittime.

La crypto utilizzata per aggirare le sanzioni, gli USA prendono di mira interi exchange e network sostenuti dagli Stati

L’azione del Tesoro statunitense mette in luce il crescente utilizzo delle crypto come strumento per eludere le sanzioni e finanziare operazioni illecite.

Elliptic ha riportato che la Banca Centrale dell’Iran ha acquisito oltre 507 milioni di USDT nel 2025. Ha utilizzato le stablecoin per stabilizzare il rial in forte calo e mantenere il commercio estero, aggirando le restrizioni bancarie tradizionali.

Il Washington Post, citando la società di intelligence blockchain TRM Labs, ha osservato che oltre la metà del volume delle transazioni degli exchange nel 2023 era collegato a entità associate all’IRGC. Questo illustra come attori sostenuti dagli Stati sfruttino sempre di più gli asset digitali.

Oltre al congelamento di tutti i beni detenuti negli Stati Uniti dalle parti sanzionate, le misure vietano agli americani di condurre affari con Zedcex, Zedxion, Zanjani e altri individui o entità designati.

Le sanzioni civili e penali per le violazioni sono molto severe, a testimonianza dell’impegno degli Stati Uniti a bloccare i flussi finanziari illeciti nello spazio degli asset digitali.

Queste sanzioni segnano anche un cambiamento storico nella strategia di enforcement. Dimostrano che, invece di prendere di mira singoli wallet o transazioni, le autorità statunitensi ora sanzionano intere piattaforme crypto con lo scopo di interrompere le reti finanziarie sistemiche utilizzate per l’elusione delle sanzioni e il finanziamento del terrorismo.

Con oltre 875 persone, navi e aeromobili iraniani già sanzionati nel 2025 per attività destabilizzanti, l’ultima azione dell’OFAC dimostra la sempre maggiore sofisticazione dell’interazione tra asset digitali e politiche di sicurezza globale.

Poiché le crypto continuano a integrarsi nella finanza internazionale, le autorità stanno ampliando la loro portata, sottolineando che gli exchange che operano al di fuori delle giurisdizioni tradizionali non possono più presumere l’immunità quando facilitano flussi illeciti per stati o entità soggetti a sanzioni.

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