L’ISM Manufacturing Purchasing Managers Index (PMI) degli Stati Uniti ha raggiunto quota 52,6 a gennaio 2026, superando per la prima volta da un anno il livello critico di 50.
La lettura di gennaio segna un passaggio dalla contrazione all’espansione. Investitori e analisti stanno ora esplorando i collegamenti tra l’andamento del PMI manifatturiero e i cicli di prezzo di Bitcoin.
SponsoredIl PMI degli Stati Uniti supera la soglia di espansione dopo un anno di stagnazione
L’ISM Manufacturing PMI degli Stati Uniti è uno degli indicatori economici più seguiti che offre un’istantanea sullo stato di salute del settore manifatturiero americano. L’indice viene pubblicato dall’Institute for Supply Management (ISM).
Si basa su sondaggi rivolti ai responsabili acquisti di tutto il paese. Questi dirigenti riportano cambiamenti relativi a nuovi ordini, livelli di produzione, occupazione, consegne dei fornitori e scorte, offrendo una panoramica in tempo reale sull’attività delle fabbriche.
Il PMI viene misurato su una scala da 0 a 100. Un valore superiore a 50 indica un’espansione dell’attività manifatturiera, mentre una cifra inferiore a 50 segnala una contrazione.
A gennaio 2026, l’ISM Manufacturing PMI ha battuto le previsioni, salendo a 52,6 rispetto a 47,9 di dicembre 2025. Si tratta della lettura più alta dall’agosto 2022 e segnala un ritorno all’espansione dopo quasi un anno di contrazione.
È stata anche la prima volta che l’indice è tornato sopra la soglia dei 50 da gennaio 2025. Il balzo di 4,6 punti rappresenta un’inversione di tendenza rilevante nel sentiment del settore manifatturiero.
Sponsored SponsoredCosa significa l’espansione del PMI manifatturiero per Bitcoin?
L’ultimo rimbalzo del PMI manifatturiero USA ha alimentato ottimismo all’interno della community crypto. La domanda chiave è: perché? Gli analisti suggeriscono che i periodi di espansione del PMI spesso coincidono con le principali bull run di Bitcoin.
Anche il crypto trader Michaël van de Poppe ha espresso una visione simile, sottolineando che le precedenti bull run di Bitcoin e del mercato crypto si sono verificate quando il PMI si è mantenuto sopra il livello 50.
Ora che l’indice è nuovamente in territorio di espansione, ha suggerito che le condizioni macro potrebbero nuovamente favorire un momentum rialzista su tutto il mercato degli asset digitali.
Sponsored“Le precedenti bull run di Bitcoin e delle crypto sono avvenute quando era sopra quota 50. Abbiamo vissuto il periodo più lungo <50 senza una recessione. È ora che Bitcoin brilli. Siamo molto più vicini alla fine della bear market”, ha scritto.
Anche l’analista crypto TheRealPlanC ha sostenuto che Bitcoin andrebbe analizzato all’interno di un quadro macroeconomico e ciclico più ampio, invece che affidarsi esclusivamente alla narrativa del halving ogni quattro anni.
“Se non aggiorni rapidamente la tua comprensione sul ciclo di Bitcoin passando dall’illusione del halving quadriennale a una prospettiva macro e ciclica… perderai completamente la seconda gamba importante di questa bull run di Bitcoin!” si legge nel post.
Manufacturing PMI: indicatore di politica monetaria, non un catalizzatore diretto per Bitcoin
Alcuni analisti avvertono che l’aumento del PMI non rappresenta un fattore diretto per le dinamiche di prezzo di Bitcoin. Brett sostiene che l’indice segnala soprattutto possibili cambiamenti nella politica monetaria futura. Comprendere questa differenza è fondamentale per le aspettative sul mercato crypto.
Sponsored Sponsored“ISM non è un indicatore 1:1 per Bitcoin. È un indicatore migliore della futura politica della Fed”, ha dichiarato.
Brett ha sottolineato che, sebbene la lettura sia generalmente positiva per l’economia, comporta anche un’importante avvertenza per i mercati. Un ISM più forte tipicamente riduce l’urgenza per la Federal Reserve di tagliare i tassi di interesse.
Storicamente, nei periodi in cui l’ISM è rimasto in territorio di espansione, la Fed si è mostrata più propensa a mantenere o alzare i tassi invece che adottare una politica più accomodante. Tassi di interesse più elevati risultano generalmente sfavorevoli per i mercati crypto: condizioni finanziarie più rigide tendono a ridurre la liquidità e a frenare l’appetito per il rischio su asset come Bitcoin.
L’analista ha anche segnalato diverse divergenze storiche tra Bitcoin e l’indice. Dal 2014 al 2015 e di nuovo dal 2018 al 2019, i valori ISM erano compresi tra 52 e 59, ma Bitcoin è comunque entrata in bear market prolungati.
Al contrario, dal 2023 al 2025, l’ISM è rimasto sotto quota 50 per circa due anni mentre Bitcoin è salita di circa il 700%.
Con prospettive incerte, i prossimi mesi saranno decisivi per capire se il miglioramento dell’attività manifatturiera negli Stati Uniti si tradurrà in una ripresa duratura di Bitcoin oppure resti semplicemente un segnale macro con impatto limitato sui prezzi delle crypto.