Pi Network ha appena raggiunto un traguardo tecnico importante, ma non ha aiutato affatto il prezzo di PI.
Pi Network ha ufficialmente iniziato il rollout del suo upgrade Protocol 24 il 3 giugno, pensato per migliorare le prestazioni della rete core, ottimizzare la sincronizzazione dei nodi e rafforzare la stabilità complessiva del sistema.
Cosa fa realmente il Protocol 24 per Pi Network
L’upgrade di Pi Network è stato uno degli aggiornamenti tecnicamente più complessi di Pi finora, includendo numerosi miglioramenti dei sottosistemi, una rielaborazione interna dei dati e importanti aggiornamenti all’infrastruttura.
Prevede inoltre il passaggio da Ubuntu 20 a 24 e da PostgreSQL 12 a 16. Tutti i nodi della mainnet dovevano completare l’upgrade entro il 2 giugno per non rischiare di essere disconnessi dalla rete.
Il Protocol 24 è stato prima completato e sincronizzato su Testnet 2, prima del rollout sulla mainnet. Il prossimo passo previsto è il rilascio completo della versione V24 su tutta la rete live.
L’upgrade fa parte di una rapida sequenza di aggiornamenti fino a giugno. Protocol v25.1 seguirà l’8 giugno e v26.0 il 22 giugno, con i vari rilasci focalizzati su prestazioni dei nodi, scalabilità e maturazione degli smart contract.
Per Pi Network, un protocollo che da anni punta a introdurre funzionalità di smart contract, tre upgrade in un solo mese rappresentano un’accelerazione significativa.
Il prezzo non segue i progressi
Al 4 giugno, PI viene scambiato a $0,127, con una capitalizzazione di mercato di 1,36 miliardi di dollari. PI è sceso del 27% quest’anno, con il token che si trova al livello più basso dal 14 febbraio. È sceso sotto tutte le medie mobili, segnale che i ribassisti restano in controllo.
La pressione in vendita non aiuta. La rete Pi sbloccherà oltre 174 milioni di token per un valore di oltre 26 milioni di dollari solo a giugno, aumentando la pressione di vendita su un mercato già poco liquido.
L’upgrade Protocol 24 apre la strada a una domanda trainata dall’utilità più avanti nel 2026, ma nel breve termine porta a nuovi sblocchi e riduzione della liquidità, favorendo una pressione ribassista sul prezzo.
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