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Tether registra un profitto record mentre il suo portafoglio di debito USA raggiunge 141 miliardi di dollari

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Modificato da
Mohammad Shahid

31 gennaio 2026 12:30 CET
  • Tether ha registrato un profitto record di 10 miliardi di dollari nel 2025, grazie a un’emissione aggressiva che ha portato la quantità totale di USDT in circolazione oltre 186 miliardi di dollari.
  • La gigante delle stablecoin ha accumulato oltre 141 miliardi di dollari in titoli di Stato USA, posizionandosi come uno dei principali detentori del debito sovrano americano.
  • Tuttavia, di fronte all’esclusione imposta dal recentemente approvato US GENIUS Act negli Stati Uniti e dal framework MiCA in Europa, l’azienda ha lanciato in modo strategico “USAT”.
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Tether, l’azienda controversa ma dominante che rappresenta la spina dorsale del mercato degli asset digitali, ha riportato un sorprendente profitto netto di 10 miliardi di dollari per il 2025.

I risultati evidenziano un anno di espansione aggressiva che ha trasformato la società emittente della stablecoin in uno dei più grandi detentori privati ​​di debito pubblico statunitense al mondo.

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L’espansione di USDT da 50 miliardi di dollari alimenta profitti record

Il profitto, che Tether afferma sia stato generato esclusivamente dal suo core business legato alla stablecoin, coincide con un’imponente iniezione di liquidità da 50 miliardi di dollari nell’ecosistema crypto.

Questa emissione ha portato la quantità totale di USDT in circolazione oltre 186 miliardi di dollari. Si tratta della seconda più grande espansione annuale nei dieci anni di storia dell’azienda.

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“USDT è aumentata durante tutto l’anno di 50 miliardi, perché la domanda globale di dollari si sta spostando sempre più fuori dai canali bancari tradizionali, specialmente nelle aree dove i sistemi finanziari sono lenti, frammentati o inaccessibili. USDT, con il suo effetto rete e la crescita parabolica, è diventato il social network monetario più largamente adottato nella storia dell’umanità.” ha dichiarato Paolo Ardoino, CEO di Tether.

Nonostante Tether mantenga un portfolio da 20 miliardi di dollari in vari settori come AI e biotech, queste scommesse ad alto rischio non sono state la causa dei profitti di quest’anno. Il risultato è piuttosto un effetto collaterale dell’attuale scenario di tassi d’interesse “più alti per un tempo più lungo”.

Nel frattempo, il bilancio di Tether ora rivaleggia con quello delle principali nazioni sovrane. Le riserve totali dell’azienda sono salite a un record di 193 miliardi di dollari, sostenute da una imponente esposizione da 141 miliardi di dollari nei Treasury statunitensi (sia diretta che indiretta).

Riserve della stablecoin USDT di Tether. Fonte: Tether
Riserve della stablecoin USDT di Tether. Fonte: Tether

Questi 141 miliardi di dollari posizionano Tether tra i principali creditori globali del governo degli Stati Uniti, un fatto che ha suscitato sia ammirazione da parte degli investitori che una crescente attenzione dalle autorità di Washington.

Questa crescita comporta anche un rischio sistemico crescente, poiché l’azienda non è ancora stata sottoposta a una revisione contabile da parte di una delle “Big Four”.

Di conseguenza, i critici continuano a mettere in dubbio la reale liquidità dei suoi 17,4 miliardi di dollari in oro e degli 8,4 miliardi di dollari in Bitcoin in caso di crisi di mercato. Tuttavia, l’azienda dichiara di avere ancora oltre 6,3 miliardi di dollari in riserve in eccesso.

Gli ostacoli normativi di Tether

Il trionfo finanziario è al momento offuscato da un crescente divario normativo. In Europa, USDT continua a operare senza licenza all’interno del quadro Markets in Crypto-Assets (MiCA).

Ancora più rilevante, l’approvazione del GENIUS Act negli Stati Uniti ha reso USDT “non idonea” per l’uso nazionale.

Per tutelare i propri interessi americani, Tether ha quindi lanciato USAT, un asset separato e onshore pensato appositamente per rispettare i requisiti federali USA.

Questa strategia biforcata—USDT per il “shadow banking” globale e USAT per il commercio regolamentato negli USA—segna un passaggio cruciale nel tentativo di Tether di raggiungere lo status di “too big to fail”.

Nonostante queste sfide, USDT mantiene una quota di mercato del 60,5%. Al momento, Tether resta il leader indiscusso nella liquidità, anche se i muri regolamentari globali iniziano a stringersi.

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