La senatrice Cynthia Lummis (R-WY) avverte che il Digital Asset Market Clarity Act (CLARITY Act) rischia un blocco legislativo di quattro anni se il Senato non agirà prima delle elezioni di metà mandato del 2026.
Il suo intervento arriva un giorno dopo che il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha pubblicato un editoriale chiedendo la stessa urgenza.
Perché l’urgenza conta adesso
Lummis è stata anche la sostenitrice più importante del CLARITY Act al Senato sin dalla sua nascita. Presiede la Sottocommissione del Senato sugli asset digitali e ha più volte definito la proposta di legge essenziale per evitare che l’incertezza normativa spinga le aziende crypto all’estero.
“Questa è la nostra ultima occasione di approvare il Clarity Act almeno fino al 2030. Non possiamo permetterci di sacrificare il futuro finanziario dell’America”, ha spiegato in un post Lummis.
L’avvertimento ha ancora più peso considerando che Lummis ha annunciato a dicembre 2025 che non cercherà un secondo mandato.
Ha spiegato in dettaglio le difficoltà fisiche e mentali legate a un altro impegno di sei anni.
Il suo attuale mandato terminerà a gennaio 2027, rendendo questa spinta legislativa un momento cruciale della sua carriera al Senato.
Una spinta coordinata da Washington e gli ostacoli da superare
Lummis non è sola. Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo che il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent e altre figure dell’entourage di Donald Trump hanno affermato che è necessario agire ora.
Bessent ha avvertito che l’ambiguità normativa ha già spinto lo sviluppo crypto verso giurisdizioni con regole più chiare, come Abu Dhabi e Singapore.
Nonostante l’ampio sostegno da parte dell’esecutivo, restano diversi ostacoli. La questione centrale relativa al rendimento sulle stablecoin è stata in parte affrontata grazie al compromesso Tillis-Alsobrooks del 20 marzo.
Questo accordo vieta i rendimenti passivi sui saldi di stablecoin ma permette ricompense basate sull’attività svolta.
Tuttavia, il percorso legislativo deve ancora superare cinque ostacoli consecutivi prima di arrivare sulla scrivania del presidente. Questi includono:
- Markup in Commissione Banche,
- Soglia dei 60 voti in aula al Senato, e
- Riconciliazione con la versione approvata dalla Camera a luglio 2025,
- Riconciliazione con la versione del provvedimento in Commissione Agricoltura al Senato (che ha portato avanti una sua bozza a gennaio 2026),
- Firma presidenziale di Trump
I senatori democratici insistono inoltre per inserire un linguaggio etico che vieti ai funzionari governativi di trarre profitto da attività crypto personali.
La Casa Bianca si è opposta a tali richieste.
Il Senato ritornerà dalla pausa di Pasqua il 13 aprile. I membri repubblicani della Commissione Banche del Senato prevedono di avviare il processo di markup a fine aprile.
Se questa finestra dovesse chiudersi senza azioni, gli analisti avvertono che la proposta potrebbe rimanere ferma almeno fino al 2027, visto che la campagna elettorale di metà mandato assorbirà tutto il calendario legislativo rimanente.
Nei mercati predittivi, attualmente i trader danno una probabilità del 56% che Trump firmi il CLARITY Act entro la fine del 2026.





