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Lo yuan, non le crypto, sfiderà i dollari entro 5 anni

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Scritto e revisionato da
Oihyun Kim

06 aprile 2026 00:33 CET
  • Rogoff di Harvard prevede che lo yuan otterrà lo status di valuta di riserva entro cinque anni da oggi.
  • La Cina deve aprire i mercati obbligazionari e costruire un'infrastruttura finanziaria indipendente dai sistemi basati sul dollaro statunitense.
  • Le criptovalute già mettono in discussione la dominance del dollaro nelle economie sommerse, che a livello globale valgono oltre 20.000 miliardi di dollari.
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L’economista di Harvard Kenneth Rogoff ritiene che lo yuan cinese diventerà una valuta di riserva globale entro cinque anni. Sostiene che l’esplicita richiesta del Presidente Xi Jinping di internazionalizzare lo yuan rappresenti un punto di svolta.

Rogoff afferma che gli investitori di tutto il mondo sono ansiosi di diversificarsi rispetto al dollaro statunitense, rendendo l’iniziativa della Cina ben programmata.

Il percorso della Cina verso lo status di valuta di riserva

In una recente intervista al South China Morning Post, Rogoff ha spiegato in dettaglio i passaggi chiave che la Cina deve compiere. Pechino deve aprire i suoi mercati dei titoli di stato agli investitori stranieri. Occorrono inoltre mercati a termine e swap su tassi di interesse per favorire la partecipazione internazionale.

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Rogoff ha sottolineato che non è necessario disporre di mercati dei capitali completamente aperti. Gli stessi Stati Uniti avevano molte restrizioni agli investimenti stranieri negli anni ‘70. Tuttavia, in quel periodo restavano la principale valuta di riserva globale.

La Cina deve anche costruire infrastrutture finanziarie indipendenti dal sistema SWIFT. Rogoff ha affermato che la moderna tecnologia blockchain può replicare i sistemi esistenti a costi molto più bassi. Il Cross-border Interbank Payment System del paese già funge da base per questo percorso.

Il ruolo della crypto nell’erosione dei dollari

Rogoff ha anche spiegato in dettaglio come le criptovalute stiano trasformando la competizione valutaria. Ha stimato il valore dell’economia sommersa mondiale intorno al 20% della produzione totale, pari ad almeno 20.000 miliardi di dollari.

Le criptovalute, in particolare le stablecoin, hanno già conquistato una quota significativa delle transazioni illecite. In passato il denaro contante dominava questo spazio, ma ora gli asset digitali rappresentano alternative più veloci e difficili da tracciare.

Le stablecoin affrontano una resa dei conti normativa

Tuttavia, Rogoff ha avvertito che le crypto non sostituiranno mai il dollaro nell’economia legale. I governi dispongono di un potere normativo più che sufficiente per impedirlo.

Ha criticato il Genius Act statunitense definendolo troppo permissivo nella regolamentazione delle stablecoin. Le stablecoin risultano ancora difficili da tracciare una volta che lasciano il loro emittente. Rogoff ha previsto che le regole future rispecchieranno alla fine i requisiti delle valute digitali delle banche centrali.

La corsa alla dominance valutaria si sta accelerando. Sia l’Europa che la Cina stanno costruendo sistemi finanziari indipendenti per ridurre la vulnerabilità alle sanzioni statunitensi.

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