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RHEA Finance collega gli utenti TRON alla DeFi cross-chain

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Scritto da
Bradley Peak

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Modificato da
Maria Maiorova

26 marzo 2026 14:56 CET
  • RHEA Finance ha aggiunto TRON al suo DEX cross-chain e protocollo di lending.
  • L’integrazione consente agli utenti TRON di accedere a trading, lending e borrowing su più network tramite un unico flusso wallet.
  • L’accordo mette RHEA davanti a una delle più grandi basi di utenti di stablecoin del settore crypto.
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TRON raramente riceve l’attenzione mediatica che hanno Solana, Ethereum o Base nei media crypto, nonostante i suoi numeri impressionanti.

DefiLlama oggi mostra circa 86,1 miliardi di dollari in stablecoin su TRON, con USDT che rappresenta circa il 98,3% di quel totale. Nella stessa pagina la DeFi TVL di TRON è vicina a 4,13 miliardi di dollari.

TRON è diventata una piattaforma dove le persone spostano dollari, parcheggiano dollari e regolano trasferimenti in grandi volumi. Ha decisamente meno appeal come destinazione per la sperimentazione DeFi.

Forse è per questo che RHEA Finance ha scelto di integrarsi nel suo ecosistema. Il DEX cross-chain e piattaforma di lending costruito attorno al sistema di intent di NEAR ha aggiunto TRON, offrendo agli utenti TRON la possibilità di scambiare, prestare e prendere in prestito attraverso diverse chain da un unico punto di accesso.

Questa integrazione arriva in una parte delle crypto dove l’utilizzo già esiste, ma la DeFi multichain sembra ancora ostica per gli utenti comuni.

Perché Tron si adatta a questa storia

La DeFi cross-chain ha promesso un livello di comodità che pochi utenti hanno davvero riscontrato. La liquidità può essere distribuita su diversi network, ma per accedere si finisce comunque per dover usare bridge, wallet aggiuntivi, selezionare rotte, gestire indirizzi sconosciuti, tempi di regolamento più lunghi e controllare costantemente se gli asset siano arrivati dove dovevano arrivare.

Gli utenti più esperti tollerano tutto questo, mentre tutti gli altri tendono ad abbandonare a metà strada.

TRON rappresenta un ottimo caso di studio per qualsiasi prodotto che punta a ridurre questi passaggi. I dati pubblici collegati all’ecosistema di TRON indicano oltre 370 milioni di account totali e più di 13 miliardi di transazioni a marzo 2026.

I dati attuali di DefiLlama vanno nella stessa direzione per quanto riguarda l’attività quotidiana, con circa 2,94 milioni di indirizzi attivi nelle 24 ore e 10,75 milioni di transazioni nello stesso periodo.

Cosa sta realmente aggiungendo RHEA

RHEA nasce dalla fusione di Ref Finance e Burrow Finance, due storici progetti DeFi su NEAR.

L’utente indica l’obiettivo finale, mentre una rete di solver e il sistema di firma basato su NEAR si occupano in background dell’esecuzione. Inoltre, le Chain Signatures vengono utilizzate come metodo per consentire ad account e smart contract NEAR di firmare ed eseguire transazioni su diversi protocolli blockchain.

I documenti NEAR Intents spiegano in dettaglio il flusso di uno swap in cui i fondi dell’utente raggiungono un indirizzo derivato tramite Chain Signatures, entrano in uno smart contract di intenti dove i solver fanno offerte e eseguono in base agli intenti firmati.

In definitiva, RHEA cerca di nascondere il pathfinding, lo switching tra chain e la maggior parte delle operazioni all’interno del prodotto stesso. Per un utente TRON, è sufficiente aprire un’interfaccia, scegliere cosa si vuole ottenere, firmare e lasciare che il sistema gestisca il routing.

Il lato più soft del pitch 

La guida all’account PassKey di RHEA spiega che il passkey è un meccanismo di identificazione e firma, non un wallet on-chain.

La stessa guida spiega inoltre che un account esclusivamente passkey può diventare non recuperabile se non si aggiunge subito un metodo di controllo di backup e raccomanda di collegare immediatamente un wallet esterno dopo la creazione dell’account.

Indica anche che alcune funzioni, inclusi i flussi di borrowing con trasferimenti in uscita, sono fortemente consigliate solo dopo aver collegato un wallet esterno.

Anche se questo riporta il prodotto sulla terra, non intacca l’esperienza utente. Una user experience più fluida resta comunque utile. Tuttavia, l’idea “un wallet, un click, problema risolto” presenta ancora delle condizioni, soprattutto quando entrano in gioco sicurezza e recupero dell’account.

Qualsiasi articolo valido dovrebbe spiegarlo in dettaglio.

Cosa ottiene Tron da tutto questo

TRON ha sempre avuto prima un’identità legata ai pagamenti e alle stablecoin, e solo dopo alla DeFi.

I dati attuali di DefiLlama mostrano una forte differenza tra la capitalizzazione delle stablecoin on-chain e la DeFi TVL, il che aiuta a capire perché un prodotto di lending e trading cross-chain possa considerare TRON un ambiente interessante. Su TRON c’è molta liquidità in dollari ferma. Un servizio come RHEA punta a offrire a parte di quel capitale una via verso un utilizzo più attivo, senza dover uscire dai canali abituali.

Questo suggerisce anche dove la chain abstraction potrà dimostrarsi valida prima. Il contesto ideale potrebbe essere una rete in cui gli utenti spostano già valore in modo efficiente, ma incontrano difficoltà quando provano a scambiare, prestare o accedere a liquidità esterna all’ambiente. TRON ne è un esempio lampante.

Copertura utile?

La maggior parte delle integrazioni tra chain segue uno schema standard. Un protocollo aggiunge una rete, pubblica una comunicazione e poi passa oltre. Questa invece ha una maggiore rilevanza perché collega tre fili conduttori nel settore crypto:

  • Il ruolo di TRON come mainnet principale per USDT
  • Il lavoro di NEAR sugli intenti e sulla firma cross-chain
  • Una domanda semplice di prodotto: la finanza multichain può diventare abbastanza semplice da essere usata dagli utenti comuni senza dover ragionare su ogni passaggio come fanno i trader esperti di DeFi?

La parte tecnica di questa idea è già pronta. La documentazione di NEAR spiega in dettaglio come dovrebbe funzionare il sistema. Le guide di RHEA indicano che ci sono ancora alcune condizioni sull’esperienza utente, specialmente in materia di recupero e collegamento con i wallet. TRON, dal canto suo, offre una base utenti ampia e attiva, dando quindi piena rilevanza a questo test.

Il punto centrale qui è che un prodotto creato per nascondere la complessità cross-chain ha scelto uno degli ambienti stablecoin più attivi del settore crypto per testare sul campo se questo approccio può funzionare davvero.

Se la user experience si confermerà valida, questo potrebbe dire di più sulla direzione che prenderanno i prodotti DeFi nel 2026 rispetto a una dozzina di lanci più rumorosi.

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