Il prezzo del rame è crollato questa settimana, toccando il minimo degli ultimi tre mesi, mentre i timori legati al boom dell’AI si sono estesi dai titoli tecnologici alle materie prime.
Martedì il rame è sceso del 3,2% a $13.883 per tonnellata sulla London Metal Exchange. I prezzi si sono poi ripresi mercoledì, tornando sopra i $14.100 dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
Il metallo si è così allontanato dal record di settembre di $14.875, sollevando dubbi sul fatto che il suo rally storico stia perdendo slancio.
Perché stanno scendendo i prezzi del rame?
Due principali novità stanno guidando la fase di vendite.
In primo luogo, il recente crollo delle azioni AI ha messo in discussione la fiducia nel boom degli investimenti per i nuovi data center.
Il rame è fondamentale per le infrastrutture elettriche, rendendolo un investimento collegato all’espansione dell’AI.
Secondo l’analista di Marex Ed Meir, il rame sarebbe “in fase di recupero” rispetto alla recente ondata di vendite sui titoli dei semiconduttori.
In secondo luogo, la vittoria dei Democratici in entrambe le camere del Congresso ha ridimensionato le attese sui dazi USA sul rame raffinato.
I timori sui dazi avevano in precedenza spinto gli operatori ad accumulare rame negli Stati Uniti, riducendo le scorte altrove e alimentando l’aumento dei prezzi.
Ole Hansen di Saxo Bank ha avvertito che aspettative più basse sui dazi potrebbero frenare il prezzo del rame.
Com’è la situazione attuale sul rame?
Quel che sorprende è che la domanda fisica di rame rimane relativamente forte.
Il premio Yangshan della Cina sul rame, un indice della domanda per il metallo importato, resta vicino a $200 per tonnellata, ai massimi da oltre dieci anni.
Nel frattempo, le scorte nei magazzini cinesi sono calate di oltre il 75% in sei mesi.
Gli investitori vendono rame per l’incertezza economica, mentre gli acquirenti reali continuano a competere per forniture limitate.
Quali sono le prospettive per il prezzo del rame?
Sul grafico giornaliero del rame, i prezzi restano all’interno di un canale discendente dopo aver rotto la trendline rialzista.
L’area di $6,31 al pound rappresenta un supporto cruciale, vicino ai minimi di luglio.
Una chiusura giornaliera al di sotto di tale soglia potrebbe spianare la strada verso $6,11 e potenzialmente $5,91.
Un rimbalzo duraturo riporterebbe in primo piano la resistenza intorno a $6,70.
Nonostante la debolezza di breve periodo, J.P. Morgan prevede una media di $14.800 per tonnellata nel quarto trimestre, sostenuta da vincoli all’offerta.
La prossima sfida sarà verificare se la domanda cinese potrà superare il calo di fiducia negli investimenti sull’AI.











