Il prezzo del petrolio è aumentato nettamente questa settimana dopo che il conflitto in Medio Oriente ha spinto i futures sul Brent (ICEEUR:BRN1!) a 82 dollari, segnando il maggiore shock degli ultimi mesi. Il Brent è il benchmark globale per il petrolio, ampiamente utilizzato per la quotazione del greggio internazionale, e rappresenta la misura più chiara della reazione del prezzo del petrolio al rischio geopolitico.
Il breakout è osservabile sui grafici CFD (Contract for Difference), i quali riflettono la struttura del prezzo ma non posizioni reali. Tuttavia, i dati sui futures di ICE Futures Europe hanno confermato che veri trader sono entrati nel mercato, validando l’impennata del prezzo del petrolio sia come reazione geopolitica sia come movimento guidato dal posizionamento.
Il rialzo del prezzo del petrolio e l’aumento dei dollari creano stress iniziale a $82
Il prezzo del petrolio è balzato da circa 72 dollari a 82 dollari dopo gli attacchi USA-Israele contro l’Iran. La rappresaglia ha alimentato timori di interruzione delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta cruciale che trasporta quasi un quinto del flusso mondiale di petrolio. Questa repentina rivalutazione ha aggiunto un premio di guerra: ciò significa che i trader hanno spinto il prezzo del petrolio verso l’alto a causa del rischio di approvvigionamento atteso, non per carenze immediate.
Questo shock ha provocato un’apertura in gap-up sul greggio Brent. Tali movimenti spesso affrontano una pressione iniziale poiché i mercati tendono a ritestare parte del salto prima di continuare la crescita.
Questa pressione si è manifestata intorno a 82 dollari, quando il prezzo del Brent è sceso a 79 dollari.
L’ultima candela si è chiusa in rosso con volumi elevati. Un volume in rosso indica che la maggiore attività di trading si è verificata mentre il prezzo correggeva dopo l’apertura in gap-up, segnalando una pressione di vendita attiva.
Allo stesso tempo, l’indice US Dollar Index (DXY), che misura la forza del dollaro rispetto alle principali valute, è aumentato anch’esso. Dato che il petrolio si scambia globalmente in dollari, un dollaro più forte rende il petrolio più caro per gli acquirenti internazionali. Un segnale ribassista.
Ma un altro indicatore chiave rivela il quadro completo. L’open interest, spesso abbreviato in OI, è aumentato nettamente sui futures del Brent (ICEEUR:BRN1!). Un open interest in crescita significa che nuovi trader stanno entrando sul mercato invece di chiudere posizioni. Questo conferma il trend rialzista di breve periodo.
Questo indica che il prezzo del petrolio non sta scendendo per mancanza di interesse. Al contrario, il mercato sta assorbendo le vendite mentre nuove posizioni continuano a accumularsi. Tuttavia, i trader devono monitorare un possibile appiattimento dell’open interest.
Un prezzo che sale mentre l’open interest rimane piatto indica che il movimento è probabilmente guidato dalla copertura di posizioni short, e non da nuovi acquisti; quindi il trend è più debole e potrebbe non sostenersi.
L’aumento dell’offerta OPEC aggiunge rischi futuri anche se la guerra spinge il prezzo attuale
Allo stesso tempo, l’OPEC, l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, ha annunciato che aumenterà la produzione di 206.000 barili al giorno a partire da aprile. L’OPEC è un gruppo di grandi nazioni produttrici di petrolio che controlla una quota rilevante della fornitura mondiale.
Normalmente, una maggiore offerta riduce il prezzo del petrolio poiché è disponibile più prodotto.
Tuttavia, il prezzo del petrolio ha continuato a salire perché il rischio di guerra colpisce l’offerta immediatamente, mentre l’aumento produttivo dell’OPEC avverrà più avanti. Questo crea un conflitto tra i timori sull’offerta di breve periodo e la crescita dell’offerta sul lungo periodo.
Lo Stretto di Hormuz resta centrale in questo scenario di rischio. Anche la sola possibilità di un’interruzione è sufficiente a mantenere la cautela dei trader e una pressione al rialzo sul prezzo del petrolio. Questo spiega anche perché l’open interest si stia stabilizzando e perché sia emersa pressione di vendita dopo il gap-up, dato che i trader rimangono cauti nel inseguire ulteriori rialzi mentre il rischio di cambiamenti improvvisi dell’offerta e dello scenario macro rimane alto.
Il posizionamento sui futures mostra che il mercato si sta preparando a un movimento più ampio del prezzo del petrolio
Il posizionamento sui futures mostra che il breakout del prezzo del petrolio sta attirando una partecipazione rilevante. Il forte aumento dell’open interest sui futures del Brent (ICEEUR:BRN1!), visto in precedenza, conferma che i trader stanno aprendo nuove posizioni mentre cresce la volatilità.
Questa tendenza di posizionamento si sta diffondendo oltre i mercati tradizionali. Piattaforme come Aster, un exchange di derivati crypto, hanno lanciato i perpetual futures sull’olio.
L’aumento delle negoziazioni sul petrolio sulle piattaforme crypto mostra quanto il posizionamento si sia diffuso. Ciò riflette una vasta partecipazione nei mercati finanziari.
I livelli chiave del prezzo del petrolio sono monitorati usando il CFD sul Brent, mentre i futures sul Brent vengono utilizzati per seguire il volume e l’open interest.
Secondo il grafico, la prima resistenza rimane a $82, che corrisponde al livello di ritracciamento di Fibonacci (menzionato successivamente).
Se il prezzo del petrolio supera quota $82, il prossimo obiettivo diventa $85, basandosi sulla proiezione del breakout del canale rialzista. Al di sopra di questo livello, le successive resistenze sono in area $93 e $104 se il rischio geopolitico dovesse persistere. A rafforzare questo scenario contribuisce anche il posizionamento delle Medie Mobili Esponenziali (EMA).
Questa misurazione considera il prezzo medio nel tempo dando maggior peso ai dati più recenti, e ha recentemente confermato un golden crossover, ovvero quando l’EMA a 50 giorni è salita sopra l’EMA a 200 giorni, un segnale che in precedenza ha anticipato l’ultimo movimento rialzista. Ora, anche l’EMA a 100 giorni si sta dirigendo verso quella a 200 giorni, mostrando un rafforzamento del supporto al trend.
Se questa conferma rialzista dovesse arrivare, è possibile che il target di $85, calcolato sulla proiezione del canale rialzista, venga raggiunto per primo.
Tuttavia, il livello di supporto più importante è a $75.
Se il prezzo del petrolio dovesse scendere sotto i $75, potrebbe dirigersi verso quota $73 e $71. Tuttavia, la struttura rialzista si indebolirebbe solo con eventuali negoziati di pace e una discesa sotto $67.