Bitcoin ha cercato di recuperare nelle ultime sessioni, ma il momentum rialzista si è fermato mentre il mercato attende una direzione più chiara. Il prezzo resta bloccato in un range dopo una correzione decisa, frustrando le operazioni dei trader a breve termine.
Nonostante questa pausa, alcuni indicatori storici suggeriscono che si stia formando un bottom. I cicli passati mostrano che condizioni simili spesso precedono nuove fasi di ripresa.
SponsoredL’offerta di Bitcoin in profitto torna ai livelli del 2022
L’ultimo calo di Bitcoin ha fatto scattare un segnale che non si vedeva dal bear market del 2022. La percentuale dell’offerta in profitto è scesa attorno al 50%, il che significa che metà di tutti i BTC in circolazione ora è in perdita. Storicamente questa soglia è coincisa con i bottom di mercato invece che con forti crolli prolungati.
Quando l’offerta in profitto si riduce su questi livelli, gli incentivi a vendere diminuiscono. I detentori sono meno propensi a realizzare perdite, riducendo la pressione in vendita. Nei cicli precedenti, questa dinamica ha portato molti investitori a mantenere le posizioni nonostante la volatilità, consentendo al prezzo di stabilizzarsi prima di riprendere la salita.
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SponsoredI prezzi più bassi attirano anche nuovo capitale. Gli acquirenti orientati al valore tendono a entrare quando il rischio di ribasso appare limitato rispetto al potenziale rialzista. Questo afflusso di nuova domanda ha storicamente aiutato la ripresa di Bitcoin una volta che l’offerta in profitto scende fino o sotto la soglia del 50%.
Perché Bitcoin è probabilmente destinato a rimbalzare?
Gli indicatori macro confermano questa narrativa di possibile bottom. Il Pi Cycle Top Indicator, che confronta la media mobile a 111 giorni con il doppio della media mobile a 350 giorni, è ancora lontano dal segnalare un surriscaldamento di BTC. Storicamente questo indicatore segnala i top principali quando la media mobile più breve supera quella più alta.
Attualmente, si sta verificando lo scenario opposto. La media mobile più breve si sta allontanando sotto quella più lunga, indicando un raffreddamento delle condizioni invece che eccessiva speculazione. Nei cicli passati, questa divergenza spesso ha preceduto rimbalzi sostenuti quando Bitcoin usciva da fasi di surriscaldamento.
Questo ciclo si differenzia dai precedenti. Da marzo 2023, Bitcoin ha mantenuto un trend macro rialzista senza eccessi di surriscaldamento. L’aumento graduale dei prezzi ha limitato la speculazione, facendo di questo il primo segnale chiaro di bottom da quasi tre anni, anziché un minimo guidato da una capitolazione improvvisa.
Livelli di prezzo di Bitcoin da monitorare
Nel breve termine, Bitcoin mantiene il supporto sopra il livello di ritracciamento Fibonacci del 23,6%, vicino a $63.007. Al momento della stesura, BTC viene scambiato intorno a $68.905, mantenendo il supporto nonostante i ripetuti test. Tuttavia, il prezzo resta bloccato sotto la resistenza dei $71.672, limitando la possibilità di un rialzo immediato.
Se i segnali on-chain continuano a reggere e gli afflussi si rafforzano, Bitcoin potrebbe superare quota $71.672. Un rialzo del genere aprirebbe la strada verso $78.676. Una conferma più solida della ripresa si avrebbe solo se BTC riuscisse a riconquistare i $85.680 come livello di supporto duraturo.
I rischi restano al ribasso a causa del cambiamento della struttura di mercato. Il rapporto tra le forniture dei detentori a breve e lungo termine ha superato la sua banda superiore. Questo riflette una crescente partecipazione di investitori a breve termine, spesso legata a una maggiore volatilità.
Questo potrebbe penalizzare le possibilità di prezzo di Bitcoin di superare il livello dei $71.672, proseguendo la fase di consolidamento. Anche se BTC dovesse superare questa resistenza, le vendite potrebbero riportarlo verso $63.000, invalidando la tesi rialzista.