Peter Schiff ha previsto che Bitcoin romperà al ribasso i 50.000 dollari e poi crollerà rapidamente sotto i 20.000 dollari, scatenando una forte ondata di reazioni da parte di tutta la community crypto su X.
Spieghiamo in dettaglio che cosa ha realmente detto Schiff, il contesto di mercato della sua previsione e come i Bitcoiners hanno risposto all’intervento del noto sostenitore dell’oro.
Perché Peter Schiff prevede un crollo di Bitcoin
Peter Schiff è il chief di Euro Pacific Capital e uno dei più noti scettici di Bitcoin nel campo finanziario. Martedì, su X, ha sostenuto che un’eccessiva compiacenza segnala come il mercato crypto sia ancora lontano da un bottom.
“Quando Bitcoin romperà i 50.000 dollari, dovrebbe esserci una rapida caduta sotto i 20.000 dollari”, ha scritto Schiff, sostenendo che un simile movimento spezzerebbe finalmente la determinazione di chi detiene Bitcoin a lungo termine in tutto il mondo.
La previsione è arrivata mentre Bitcoin veniva scambiato a 66.670 dollari dopo aver perso il supporto chiave dei 70.000 dollari, con una perdita giornaliera del 6,4%. Questa correzione è avvenuta in concomitanza con il trasferimento da parte di Mt. Gox di circa 10.422 BTC verso nuovi wallet, come parte dei pagamenti ai creditori.
Una modesta vendita da parte di Strategy, il principale detentore aziendale di Bitcoin, ha contribuito ad aggiungere un po’ di cautela al quadro generale. L’ammontare rappresentava una frazione minima delle riserve, ma il gesto è arrivato in una fase già fragile del sentiment nel settore crypto.
L’argomentazione di Schiff resta ampia e invariata. Da sempre sostiene che Bitcoin manchi di valore intrinseco rispetto all’oro e individua nell’attuale ciclo una nuova manifestazione di eccessi speculativi che porteranno, prima o poi, a un aggiustamento nei mercati.
Come la community di Bitcoin ha risposto
I Bitcoiners hanno risposto con la consueta schiettezza, sottolineando direttamente la lunga storia di previsioni ribassiste di Schiff. Molti hanno osservato che mette in discussione la redditività di Bitcoin sin da quando l’asset veniva scambiato a poche migliaia di dollari, più di dieci anni fa.
“Peter Schiff ha dichiarato morto Bitcoin già a 1.000 dollari e ancora oggi scrive lo stesso post soltanto cambiando i numeri”, ha risposto un utente, riassumendo il sentimento dominante nella community.
Altri si sono concentrati sulla convinzione più che sul prezzo. “Quello che Peter si ostina a non capire è che 20.000 dollari non scuoterebbero nemmeno una HODLer”, ha scritto un altro utente, descrivendo Bitcoin come una rete monetaria resistente alla censura, non come una scommessa speculativa.
“Sì, le persone comprano per NGU. Ma la vera utilità è essere una rete monetaria decentralizzata e resistente alla censura. Questo non cambia a nessun prezzo. È qui che risiede il valore. E in un mondo in cui le stablecoin facilitano ai governi un maggiore controllo, quel valore cresce solamente”, ha aggiunto.
La discussione riflette una divisione culturale profonda tra i sostenitori dei metalli preziosi e le Bitcoin maximalist. Le risposte della community spaziavano da meme e raccolte delle vecchie previsioni di Schiff, a dichiarazioni di proseguire l’accumulazione a ogni calo significativo.
Gli operatori di mercato ora osservano livelli tecnici chiave, con una domanda più sostenuta tra 64.000 e 66.000 dollari, mentre Bitcoin resta ancora sotto del 47% rispetto al suo massimo storico vicino a 126.000 dollari registrato alla fine del 2025.
Per ora, la reazione del mercato alle previsioni di Schiff sembra restare confinata agli scontri sui social. I detentori di Bitcoin hanno in gran parte ignorato la previsione, e molti vedono in un eventuale calo più profondo una buona opportunità di acquisto, piuttosto che motivo di capitolazione.





