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Peter Schiff accusa la Fed mentre l’oro crolla del 25%: perché il mercato non ci crede

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

23 marzo 2026 09:52 CET
  • L’oro crolla del 25% rispetto al suo massimo storico, cancellando oltre 10.000 miliardi di dollari di valore.
  • Peter Schiff afferma che vendere oro per timore di un taglio dei tassi non ha senso con l’inflazione in aumento.
  • Gli analisti affermano che sono state le liquidazioni forzate e i reset delle posizioni, e non i fondamentali, a guidare il crollo.
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L’oro è crollato di circa il 25% dal suo massimo storico vicino a 5.600 dollari, scendendo sotto i 4.200 dollari per oncia e cancellando oltre 10.000 miliardi di dollari di valore. Questa perdita da sola equivale a quasi 7,6 volte l’intera capitalizzazione di mercato di Bitcoin (BTC).

Le vendite si sono accelerate nonostante le crescenti tensioni militari tra Stati Uniti e Iran e l’aumento dell’inflazione, condizioni che storicamente aumentano la domanda di metalli preziosi. Questo scollamento ha acceso un acceso dibattito su quali siano davvero i fattori alla base di questo movimento.

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Peter Schiff sostiene che il selloff non ha senso

Peter Schiff, storico sostenitore dell’oro ed economista, ha liquidato il crollo come irrazionale, sostenendo che vendere oro per timore che l’inflazione possa impedire alla Federal Reserve di tagliare i tassi ignora una dinamica di base.

I tassi reali sono già in calo e il calo dei tassi reali storicamente è stato un fattore rialzista per l’oro, non ribassista.

Secondo lo “goldbug”, i trader stanno valutando in modo errato la posizione della Fed, e Schiff definisce la retorica aggressiva del presidente Jerome Powell una “premessa falsa” costruita sull’ipotesi di un’economia statunitense forte.

Basandosi su questo ragionamento, prevede che una volta che i tassi più alti spingeranno l’economia in recessione, la Fed invertirà la rotta con tagli dei tassi e quantitative easing (QE).

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Schiff collega anche la pressione di vendita ai rischi fiscali. Ha sottolineato che il segretario al Tesoro Scott Bessent ha confermato l’intenzione dell’amministrazione di finanziare le spese di guerra attraverso il debito e non con le tasse.

Schiff inoltre ha avvertito che i deficit in esplosione, le spese di guerra e i rendimenti dei Treasury a 10 anni, arrivati al 4,4% per la prima volta dal luglio 2025, potrebbero generare una crisi finanziaria peggiore di quella del 2008.

Andamento dei rendimenti dei Treasury USA a 10 anni
Andamento dei rendimenti dei Treasury USA a 10 anni. Fonte: TradingView
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Gli analisti mettono in discussione la logica del crollo

Con la pressione di vendita sull’oro che ha accelerato oltre il 9% in un’unica fase, il prezzo di XAU è sceso sotto i 4.200 dollari. Oro e argento insieme hanno cancellato 13,5 miliardi di dollari in 53 giorni. Il solo argento ha perso quasi il 50% dal massimo storico, toccando il minimo di tre mesi vicino a 61 dollari.

L’analista Kyle Doops ha descritto il movimento come insolito, sottolineando che circolano spiegazioni che vanno dalle liquidazioni forzate alla chiusura di posizioni affollate, fino alle aspettative di una politica monetaria più restrittiva.

Tuttavia, la sua posizione è che nessuna di queste motivazioni spiega davvero la gravità del ribasso mentre il rischio geopolitico resta elevato.

“Se fosse una liquidazione pura… ci si aspetterebbe che il rischio generale sia peggiore. Se si trattasse solo di politica… il macro non “urla” davvero a uno shock di tightening,” ha ribattuto.

L’analista suggerisce che forse le posizioni si stanno semplicemente resettando dopo una corsa sostenuta, piuttosto che segnalare un cambiamento strutturale nel ruolo dell’oro come bene rifugio.

La CME ha aumentato i requisiti di margine sui future dell’oro del 10% durante la fase di vendite, innescando ulteriori vendite forzate. La forza del dollaro, con il Dollar Index che ha raggiunto i massimi di diversi mesi vicino a 100,50, ha aggiunto ulteriore pressione rendendo l’oro più costoso per gli acquirenti internazionali.

Andamento US Dollar Index (DXY)
Andamento US Dollar Index (DXY). Fonte: TradingView

Resta da capire se il crollo rappresenti uno scarico temporaneo o un più profondo repricing di come i mercati trattano inflazione, politica monetaria e asset rifugio, un interrogativo aperto in vista di una settimana macroeconomica molto intensa.

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