OpenAI offre ai fondi di private equity un rendimento minimo garantito del 17,5% su nuove joint venture. Questo ha suscitato paragoni con il crollo di Terra Luna da parte dei leader del settore crypto e di veterani di Wall Street.
Il CEO di Nansen, Alex Svanevik, e l’ex gestore di portafoglio di BlackRock, Edward Dowd, mettono in discussione la sostenibilità di questa struttura.
Perché un floor del 17,5% ha fatto scattare dei campanelli di allarme
Reuters ha riferito che gli accordi sono rivolti a società come TPG, Advent International, Bain Capital e Brookfield Asset Management.
Ognuna riceverebbe azioni privilegiate in una joint venture dal valore di circa 10 miliardi di dollari, con i fondi di private equity che si impegnano per circa 4 miliardi di dollari.
OpenAI ha aggiunto il rendimento minimo garantito del 17,5% e l’accesso anticipato a modelli AI non ancora rilasciati, per accelerare la chiusura degli accordi. Il tasso è ben superiore rispetto agli strumenti tipici di azioni privilegiate.
Questa iniziativa arriva mentre, secondo documenti interni riportati da The Information, le perdite previste da OpenAI per il 2026 raggiungono 14 miliardi di dollari.
Il fatturato annualizzato ha toccato i 20 miliardi di dollari entro fine 2025, con un’impennata del 233% rispetto all’anno precedente; tuttavia, le spese continuano a superare i ricavi.
Lo scetticismo non si limita ai social media. Almeno due fondi di private equity hanno rifiutato di partecipare sia alle joint venture di OpenAI sia a quelle di Anthropic, citando preoccupazioni sull’economia dell’operazione e sulla redditività.
Thoma Bravo, uno dei maggiori fondi di buyout al mondo specializzati in software, si è ritirato dopo che il socio amministratore, Orlando Bravo, ha messo in dubbio i rendimenti di lungo periodo delle joint venture AI. Il fondo ha precisato che molte delle sue aziende in portafoglio già utilizzano strumenti AI senza bisogno di investire capitale di rischio.
Il confronto con Terra Luna
Il CEO di Nansen, Alex Svanevik, ha paragonato il rendimento del 17,5% al crollo del maggio 2022 dell’ecosistema Terra.
“Siamo alla fase Terra Luna di OpenAI,” ha commentato Alex Svanevik.
Anchor Protocol, il motore di rendimento al centro della rete Terra, offriva ai depositanti circa il 19-20% sulla stablecoin algoritmica UST.
“…un money market decentralizzato che offre un APY stabile del 20% ai depositanti…,” si leggeva in un post su Medium dell’epoca.
Quando la fiducia è venuta meno e i prelievi sono aumentati, UST ha perso l’ancoraggio. LUNA è iperinflazionata. Oltre 40 miliardi di dollari di valore sono svaniti in pochi giorni.
La somiglianza strutturale è precisa.
- Entrambi i casi coinvolgono rendimenti garantiti ben al di sopra dei livelli di mercato
- Proposti da entità che spendono molto più di quanto guadagnano
- Dipendono da afflussi di capitale continui per sostenere le operazioni.
Nel settore crypto, il rendimento garantito combinato a pesanti perdite ha storicamente anticipato situazioni di stress sistemico.
“Capitale molto costoso… è sintomo di disperazione. Nulla suggerisce una bolla imminente più di questo,” ha dichiarato Edward Dowd, ex gestore di portafoglio di BlackRock.
Dove il confronto non regge più
OpenAI genera ricavi reali. Il suo tasso di crescita, con un fatturato annuo di 20 miliardi di dollari entro fine 2025, riflette un’adozione crescente da parte delle aziende in vari settori.
“I ricavi hanno seguito lo stesso ritmo, triplicando anno su anno, ossia 10 volte dal 2023 al 2025: 2 miliardi di dollari ARR nel 2023, 6 miliardi nel 2024 e oltre 20 miliardi nel 2025. Una crescita mai vista prima, a questa scala,” si legge in un estratto dall’ultimo report della società.
Terra non aveva alcun equivalente livello di ricavi: il rendimento dipendeva totalmente da afflussi speculativi e meccanismi algoritmici di minting.
- OpenAI opera anche all’interno di strutture di finanza aziendale tradizionali.
- La joint venture PE adotta strumenti standard dei mercati privati: azioni privilegiate con rendimento prioritario.
Il floor del 17,5% è aggressivo, non fraudolento.
Tuttavia, la pressione della concorrenza complica il quadro. Anthropic sta perseguendo una strategia quasi identica con Blackstone, Hellman and Friedman e Permira, ma senza un rendimento garantito.
Il fatto che OpenAI sia stata costretta a inserire il rendimento minimo, e che gruppi consolidati come Thoma Bravo abbiano comunque rinunciato, suggerisce che la corsa al capitale si sta facendo più serrata rispetto alla crescita dei ricavi.
Sembra indicare una dinamica più ampia, con lo sviluppo AI che entra in una fase dove l’ingegneria finanziaria conta quanto le prestazioni dei modelli.
Il rendimento garantito al 17,5% si rivelerà una mossa di distribuzione astuta o sarà la prima crepa di un ciclo ormai surriscaldato?
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Tutto dipende da quanto velocemente OpenAI riuscirà a convertire l’accesso al portafoglio PE in contratti aziendali paganti, prima che i 14 miliardi di dollari di perdite previste per il 2026 minino ulteriormente la fiducia degli investitori.
Gli esperti del settore crypto che hanno visto il rendimento del 19% di Terra attirare miliardi prima di vederli svanire, affermano che lo schema sembra familiare.
La scala è diversa. La domanda è se anche il finale lo sarà.
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