Moonshot AI pianifica una IPO a Hong Kong dopo il debutto del modello Kimi K3

  • Moonshot AI prevede una IPO a Hong Kong entro sei mesi.
  • Una delibera degli azionisti chiede l’approvazione degli investitori per il listing.
  • Un nuovo round di finanziamento potrebbe valutare Moonshot AI oltre 30 miliardi di dollari.
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Moonshot AI intende listarsi alla Borsa di Hong Kong entro sei mesi, secondo quanto riferito da persone vicine alla questione. La startup con sede a Pechino, nota per il chatbot Kimi, ha fatto circolare una risoluzione tra gli azionisti per ottenere l’approvazione degli investitori all’offerta.

La presentazione segue una settimana turbolenta per Moonshot, il cui nuovo modello Kimi K3 ha causato per un breve periodo agitazione nei mercati tecnologici globali. Gli investitori osservano ora se la società saprà trasformare quella spinta in un debutto di successo.

Il modello AI Kimi K3 scuote i mercati globali

Moonshot ha rilasciato Kimi K3 il 16 luglio, un modello open-weight costruito su circa 2,8 trilioni di parametri. Il suo design utilizza un’architettura mixture-of-experts (MoE), che suddivide i compiti tra sottoreti specializzate.

Una finestra di contesto da un milione di token ha permesso a Kimi K3 di eguagliare diversi modelli leader statunitensi nei benchmark di codifica.

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Il lancio ha innescato quella che i trader hanno definito una nuova DeepSeek moment. L’indice di riferimento di Taiwan è sceso di oltre il 6%, mentre i titoli giapponesi hanno perso il 4%. Il Nasdaq è calato dell’1,5% registrando la peggiore sessione della settimana, secondo quanto riportato da Fortune.

Di conseguenza, il rivale quotato a Hong Kong Z.ai ha perso fino al 30% del suo valore, segnando la sua peggiore perdita giornaliera dal listing avvenuto a gennaio. Le azioni di MiniMax Group sono scese del 16%, mentre Alibaba ha perso il 4%, come riportato da Bloomberg.

Il round di finanziamento AI punta a 30 miliardi di dollari

Moonshot sta anche finalizzando un round che potrebbe valutare la società oltre i 30 miliardi di dollari, secondo fonti riportate da Bloomberg. Questa cifra rappresenta un aumento di quasi sette volte rispetto alla valutazione di 4,3 miliardi di dollari raggiunta a dicembre, secondo MLQ News.

Di conseguenza, i ricavi ricorrenti annuali della startup sarebbero raddoppiati, arrivando a circa 200 milioni di dollari ad aprile, rispetto ai circa 100 milioni di dollari di inizio marzo.

La rapida crescita ha alimentato l’interesse degli investitori, anche se Pechino limita le aziende AI cinesi dal ricevere capitali stranieri senza autorizzazione.

La ristrutturazione apre la strada al listing

Per qualificarsi al listing a Hong Kong, Moonshot sta smantellando la sua struttura offshore VIE. Le società cinesi utilizzano questa configurazione legale per canalizzare investimenti esteri aggirando i limiti di proprietà. Un modello di joint venture la sostituirà, seguendo le indicazioni dell’autorità di regolamentazione cinese verso strutture legate alla Cina continentale.

Moonshot non è l’unico laboratorio che punta a un debutto in borsa. Il rivale DeepSeek sta valutando una IPO dopo aver concluso il suo primo round di finanziamento esterno.

Nel frattempo, la reazione del mercato mostra quanto ormai le notizie sul settore AI influenzino gli asset a rischio tradizionali. Questo ricorda la svendita di giugno che ha portato Bitcoin vicino a 62.000 dollari.

Tuttavia, a Wall Street rimane ancora incertezza su come valutare la concorrenza. JPMorgan ha suggerito di acquistare sui cali delle azioni di chip AI, mentre Morgan Stanley preferisce invece i fornitori di infrastrutture hyperscale.

Se il listing di Moonshot procederà secondo i tempi previsti, avverrà mentre gli sviluppatori cinesi continuano a guadagnare terreno. Questa tendenza mette già alla prova le ipotesi su chi sia effettivamente in testa nella corsa globale all’IA.


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